mercoledì 26 marzo 2014

il libro


ecco, l’impresa è a buon punto. ho finito ora, sul treno che mi riporta a casa da un pomeriggio a milano, la parte terza di quattro. e posso dire, non tanto ma questo lo posso dire, che questo libro, i fratelli Karamazov, è uno dei libri più belli della storia, un libro stupefacente, traboccante, un libro che mi ha aperto di nuovo il libro dei misteri dell’uomo, del bene e del male, pieno zeppo di cose nessuna superflua, come le cose che più mi affascinano – penso ai film di kieslovskij, penso a simone weil, e penso alla neve e alle erbe e ai fiori, e alle montagne, all’universo e ai suoi misteri, alla sua grandezza, alla grandezza e all'abisso e al mistero dell’essere umano. c’è tutto, la passione, l’amore, l’ira, la vendetta, la miseria, la povertà,  c’è il dolore dei bambini, c’è la fede e il suo contrario, il peccato, la redenzione e la condanna, c’è l’affetto filiale, fraterno, ci sono i padri, le madri, i figli e gli amanti, c'è l'infinito mistero della vita. non c’è niente di inventato, è tutto vero, sicuramente è questo che più mi commuove, ne ho parlato tante volte, questa è la vera poesia, per me, la vera letteratura, mi continua a tornare in mente la frase così cara di hemingway, hai sempre scritto e scriverai ancora, scrivi solo la frase più sincera che sai, questo è quello che ha fatto fedor, e la sua verità è smisurata, immensa, è un oceano, è uno sconfinato abisso.
non ho trovato nessuno, finora, come lui. nessuno.

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