lunedì 30 settembre 2013

dialogo tra fratelli

in macchina, tornando a casa

bruno, anni quasi 6: non è colpa mia (se si comporta male, n.d.r.), è dio che mi ha creato così.
antonio, anni quattro e mezzo: ma no, non ti ha creato dio, è stata la mamma!

martedì 24 settembre 2013

e sono ancora qua 2

non so neanche se è vero, lo sto facendo di nuovo, sto scrivendo col mio mac, cioè non è il mio mac, è un altro, ma è un altro uguale al mio solo che ha un angolo rotto e la tastiera inglese, che è una figata per un'insegnante di inglese, avere la tastiera inglese, ma per una che deve scrivere in italiano non è una figata per niente, perché gli inglesi non hanno parole con lettere accentate, una volta che sono andata in una scuola inglese, stavo facendo un corso per insegnanti e ci hanno portato a vedere delle scuole, e io sono capitata in una classe dentro a un conteiner, la scuola era troppo piccola e così avevano messo dei conteiner nel prato della scuola, tanto il prato era enorme, e io ho spiegato ai bambini l'importanza dell'accento in italiano facendo l'esempio del verbo essere e della congiunzione 'e', il mio inglese era abbastanza scarso, è ancora abbastanza scarso in realtà, a parlarlo, volevo anche dirgli che noi le scuole nei conteiner ce le abbiamo solo quando viene il terremoto, ma non mi ricordavo la parola terremoto, da allora me la ricordo bene, earthquake, si dice, sono passati diec'anni, ci ho pensato proprio ieri, beh insomma devo ricordarmi a memoria dove stanno le lettere accentate, per il momento mi pare che me la cavo abbastanza bene, per il resto è uguale identico al mac che avevo prima, mi hanno messo dentro tutto e anche la foto di sfondo è uguale, stesse icone sulla scrivania, aveva ragione macluhan, il mezzo è il messaggio, perché non sono riuscita a scrivere niente o quasi, in questi lunghissimi giorni senza il mio mac,  a parte il fatto che comunque con l'ipad non si può scrivere niente, ma perché non ho scritto sulla carta, almeno? una volta lo facevo, avevo una lista di roba da scrivere che non finiva più, e invece adesso sono come paralizzata, più vuota che paralizzata, in realtà, e non so da dove cominciare, tanto per cambiare.

citazioni 3

tempo fa un mio amico che si chiama benedetto tudino ed e' un uomo di teatro, di parole, fa delle cose bellissime coi bambini nelle scuole con un'associazione che si chiama rinoceronte incatenato, e organizza un festival di teatro e altre cose a fiano, beh, benedetto su fb si lamentava dell'uso delle citazioni, sostanzialmente diceva che dobbiamo sforzarci di dire le cose con parole nostre, copio il suo messaggio perché faccio prima che spiegarlo
Basta con le citazioni, basta con i pezzi di canzone usate per comunicare, chiedo un po' di serietà, smettiamo di pensare che le idee degli altri sono sempre scritte meglio delle nostre, cominciamo a scrivere le nostre povere parole perché saranno le citazioni del futuro. davvero non ne posso più di gente che riporta parole di altri per dire di se.
e poi qualche giorno fa, a mantova al festival della letteratura, uno straordinario bergonzoni ha fatto il suo intervento proprio su questa cosa qui, ce l'aveva con i lettori che leggono delle cose e pensano che stiano parlando di loro, basta aspettare che qualcuno ci dica come siamo, per dire: ah, ecco, parla di me. e poi bergonzoni ha detto tante altre cose, di cui spero di parlare prossimamente in un altro post.
comunque, volevo dire che, come ho già detto, a me le citazioni piacciono, ma è perché credo che se qualcuno dice una cosa in un modo che mi piace, perché devo scriverla io peggio?
a me dà fastidio invece che tutti pensino di essere meglio degli altri, che si credano tutti grandi scrittori, io amo le citazioni per una questione, come ho già detto tante volte, di affinità elettive. poi c'è il discorso di cui parlava nori citando Ourednik (qui), che uno se s'inventa la citazione, tutti lo stanno ad ascoltare. ma mi sa che questo c'entra col principio di autorità, ma questa è una questione che merita un altro post (spero, di nuovo).
io una volta ho scritto una piccola poesia, che una mia amica la voleva citare, s'intitolava tradimento,
e faceva così:
da quando è morto indosso il suo
profumo,
non lo sa nessuno.
lui lo trova sensuale,
peccato mortale?
non è che io non voglio scrivere le citazioni del futuro, sarà che non voglio mai buttare via niente, sarà che non sopporto gli sprechi, ma se uno ha già detto una cosa come la volevi dire tu, anzi meglio, ma che la riscrivi a fare?
in questo senso, bergonzoni ha detto una cosa che condivido - ecco, le citazioni per me si potrebbero chiamare condivisioni- cioè che la poesia è nell'aria, non è né mia né tua, sta nell'aria, i poeti sono delle antenne, delle paraboliche che ci rimandano dei segnali, ma, vorrei dire, citandoli anche noi facciamo da ripetitori, come quel pezzo di chesterton che ha citato socci e io l'ho sentito che lo leggeva alla radio il giornalista di prima pagina, solo che non so da dove l'abbia preso, sarebbe meglio dirlo, perché io me lo andrei anche a leggere tutto, se sapessi da dove viene, comunque anche già così è straordinario, saremo tra quelli che hanno visto eppure hanno creduto, non è facile da capire, io per esempio non l'ho ancora capito, ecco, a me le citazioni che mi piacciono di più sono queste, quelle che sento che sono importanti per me ma non ho ancora capito bene perché, e continuano a lavorare nel cervello e a cambiarti un po' alla volta, e quando hai capito basta, la citazione non serve più.
  
 

giovedì 19 settembre 2013

sono ancora qua



La grande marcia della distruzione culturale proseguirà. 
Tutto verrà negato. 
Tutto diventerà un credo… 
Accenderemo fuochi per testimoniare che due più due fa quattro. 
Sguaineremo spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. 
Non ci resterà quindi che difendere non solo le incredibili virtù e saggezze della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile: 
questo immenso, impossibile universo che ci guarda dritto negli occhi. 
Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. 
Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. 
Saremo tra coloro che hanno visto 
eppure hanno creduto.

 Gilbert K. Chesterton

lunedì 2 settembre 2013

italiacano 4

sabato mattina algiornale radio ho sentito questo:
'è stato sospeso il ripristino dell'irpef sulle rendite delle case non locate'
ma le case non locate, ho detto al professore, che cavolo di rendita vuoi che ti diano???

ognuno riconosce i suoi 4 - sorriso amaro

comunque non c'è niente da fare: ogni volta che vado a leggere il blog di paolo nori, ci trovo sempre qualcosa che mi fa sorridere di amarezza. e a me, sta roba qua, mi piace proprio tanto.

una cena, un amico ritrovato, una battuta dall'aldilà

l'altra sera ero a una cena col mio coro, che siccome di solito a quelli che gli piace cantare, gli piace anche bere e mangiare,e far festa così, stare tutti insieme a mangiare qualcosa, che di solito è sempre roba buona, per esempioc'erano i pomodori dell'ortodi qualcuno, che ne avrei mangiato un quintale, potevo anche mangiare solo quelli che stavo benissimo, allora quando c'è qualcuno da salutare facciamo una cena, come l'altra sera, è tornato nel nostro paese un amico vietnamita, che era scappato dal vietnam per via dei comunisti, il professore manco sapeva che esistessero, i boat people, io sì perché ne avevo conosciuti di persona, anche, come appunto giuseppe detto beppe viet, che poi è andato in australia, ci sono un sacco di vietnamiti, là, tanto che sua moglie non ha neanche imparato l'inglese, parla solo vietnamita, sono 25 anni che sta là, e quando era qui in italia ha fatto anche il direttore del nostro coro, ha una voce meravigliosa, me la ricordo ancora, una carezza sull'anima, quando cantava il preconio pasquale, che non finisce mai, speravi proprio che non finisse mai.
mentre mangiavamo e parlavamo di come all'orto bisogna starci dietro, se vuoi che renda, uno fa, in dialetto: doriano diceva sempre che bisogna parlargli, alla verdura, lui ci parlava sempre, ai cappucci, e gli veniva una testa grossa così!
tutti abbiamo riso di cuore, e io ho pensato: ah, doriano, ci fai ridere anche da morto!

esemplari di una specie in via di estinzione 8 - gaetano di vaio


se uno cerca di vaio su google, gli viene fuori marco, il calciatore.
invece io cercavo un altro, uno che ho sentito ieri a fahrenheit, io di solito non li sopporto gli scrittori che vanno a parlare dei loro libri alla radio, ma questo qui ha parlato della sua storia, che ha messo in sto libro, non mi avrete mai, si intitola, ha parlato della sua vita, è nato a scampia, in quei mostri enormi di cemento che chiamano le vele, e di come un libro letto in prigione gli ha cambiato la vita, portandolo a fare il produttore cinematografico invece che il delinquente.
quando ho acceso la radio stava raccontando delle sue esperienze scolastiche, a undici anni l'hanno messo in manicomio perché a scuola rompeva, raccontava mettendo in fila le cose, una dopol'altra, senza enfasi, senza vergogna, nella loro nuda crudeltà, che resisti solo perché sai che lui cel'ha fatta, perché senti che sta alla radio a raccontarle, ste cose, altrimenti ti tapperesti le orecchie, chiuderesti gli occhi, o il libro.
è davvero difficile trovare qualcuno che parli così dei suoi sbagli, delle sofferenze immani di una vita, delle condizioni atroci in cui vivono tante persone, senza reticenze né autoassoluzioni, senza vergogna e senza cinismo.
a sentirlo sembrava mio padre, invece ho scoperto che ha la mia età.
una grande persona, uno che mi piacerebbe incontrare, anzi, di cui mi piacerebbe essere amica.
ho trovatouna bella recensione del libro che ha scritto qui