giovedì 28 giugno 2018

Think Pink 13 - un lavoro come un altro 1



Per smascherare la menzogna colossale con cui chi si arricchisce sulla violazione delle donne copre i suoi luridi affari, ossia che la prostituzione sia un lavoro come un altro, Rachel Moran, nel suo libro Stupro a pagamento, elenca quelle che sono le competenze richieste (perché per ogni lavoro richiede delle competenze per essere svolto) dal 'lavoro' della prostituzione. Lo cito così perché lo trovo spaventosamente efficace:

  Quando un uomo ha preso accordi per un rapporto sessuale e il prezzo che è disposto a pagare, molto comunemente, di fatto molto più spesso che no, non sarà soddisfatto di stare nei limiti dello scambio sesso-denaro. Questo comporta che lui infilerà le dita, brutalmente, all'improvviso e senza lubrificante, nell'ano o nella vagina. Comporterà che lui si sfili il preservativo proprio prima dell'orgasmo in modo da eiaculare nella tua bocca e/p sulla tua faccia o petto. Comporterà che lui ti afferri da dietro la testa e la spinga giù mentre spinge il suo pene in fondo alla tua gola più fondo possibile. In queste situazioni senti una nausea profonda e l'abilità necessaria nella prostituzione è la capacità di controllare il riflesso del vomito.
  A volte questi attacchi si protraggono in modo che il cliente che paga possa spassarsela nella profonda soddisfazione che gli deriva dall'averti degradata. In queste situazioni si sente un bisogno intenso di piangere e l'abilità necessaria nella prostituzione è quella di soffocare la voglia di piangere.
  Ogni settimana ci saranno momenti nei quali ti sentirai sull'orlo del panico, sentirai una voglia irrefrenabile di scappare. Questa è la reazione naturale che gli esseri umani hanno in situazioni di pericolo o sessualmente repellenti. L'abilità necessaria in questa situazione è l'abilità di dissociarsi psicologicamente da quello che ti circonda, distaccarti dalla realtà immediata, fingere che non stia accadendo.
       Per concludere:
       L'abilità di controllare il riflesso del vomito;
       L'abilità di controllare la voglia di piangere;
       L'abilità di immaginare che la realtà che stai vivendo non esiste.
  Questo è l'insieme delle abilità necessarie nella prostituzione.


THINK PINK 12 - Rachel Moran


Rachel Moran è una sopravvissuta. Si chiamano così tra loro le donne prostituite che sono riuscite ad uscire dall'inferno del mercato della prostituzione.
Ha scritto un libro che consiglio a tutti di leggere e che esprime il punto di vista delle donne sfruttate sulla prostituzione, e che condivido dalla prima all'ultima riga, a partire dal titolo: Stupro a pagamento.
Ci sono moltissime idee che voglio rilanciare di questo libro perché da sempre considero la prostituzione l'incarnazione, non trovo altro modo di definirla, l'incarnazione del vulnus originario, visto che lo chiamano il lavoro più antico del mondo, dei rapporti tra uomini e donne, della distorsione nell'armonia della creazione, per cui il sesso è diventato strumento di potere, di prevaricazione, di controllo da parte del maschio sulla femmina.
Ho sempre considerato le prostitute, prima di tutto, donne, e il fatto che un uomo possa anche solo pensare di considerare acquistabile una donna, la fondamentale riduzione a oggetto della persona insita nel gesto di pagare una prestazione sessuale, mi ricade inevitabilmente addosso come se insieme alla donna prostituita venisse violata anche la mia dignità e quella di tutte le donne.
La prostituzione è una cosa di una violenza così mostruosa nella mia percezione che quando ho sentito alla radio parlare Rachel Moran ho capito all'istante che finalmente avevo trovato una persona che ne parlava nei termini che io avevo sempre sentito chiarissimi dentro di me e lo faceva a partire dalla sua tragica esperienza personale.
Stupro a pagamento spiega come la prostituzione sia una violenza sessuale considerata lecita per il semplice fatto di che lo stupratore paga la sua vittima. Smonta una ad una tutte le giustificazioni addotte alla diffusione legale di questa violenza, partendo dall'esperienza personale dell'autrice che si è trovata sulla strada a 14 anni per arrivare a proporre e sostenere un intervento legislativo globale che punti a punire la domanda invece che criminalizzare le vittime, così come proposto dal cosiddetto modello nordico, che a partire dalla Svezia è stato adottato anche in Norvegia, Islanda, Francia e recentemente anche in Irlanda, il paese di Rachel Moran.