mercoledì 2 maggio 2012

femminicidio femminicidio femminicidio


 oggi dopo tanto ho comprato un giornale, anzi: due. non sapevo neanche più quanto costasse un quotidiano (costa un euro e venti). stamattina ho potuto ascoltare tutto il programma 'Primapagina' di radiotre, la mia radio. adesso a leggere i giornali almattino c'è walter passerini, uno che almeno ne sa qualcosa di lavoro. comunque, legge questo articolo di isabella bossi fedrigotti sulla prima del Corriere 30/4/12,. le parole sono importanti, lo sa anche isabella. e a lei la parola 'femmina' non piace. bisognerebbe avere una parola come hanno i tedeschi (a rieccoli), che usano la stessa parola per dire un maschio e una femmina, la profondissima essenza umana.
eh no, troppo facile, signora isabella, perchè queste creature vengono ammazzate proprio perchè sono creature di sesso femminile, e ad ucciderle sono solo creature di sesso maschile, ma non fanatici appartenenti a qualche setta dedita alla misoginia, no, sono gli uomini, i maschi a cui queste povere creature si erano date con affetto, amore, passione... perchè le donne non sentono il bisogno di ammazzare chi non le ama più? perchè i maschi sì? 
da lontano rimbomba la frase di simone weil: amare profondamente e violentemente, frase impossibile.
e come dovremmo chiamarli, omicidi e basta? ma non sono omicidi e basta, mi pare che sia così evidente che, escludendo la malafede, negarlo non può che essere frutto dell'annichilimento della coscienza femminile nel nostro paese... non è neanche un'aggravante di genere, è di più, e non basta l'uxoricidio, qui è il maschio in quanto tale, non il marito, non c'è il vincolo indissolubile del matrimonio, qua si ammazza per possesso, per gelosia, per frustrazione... il maschio esercita una violenza che le femmine non hanno per natura - non sono di quelle che negano l'evidenza, e un uomo è fisicamente più forte di una donna, almeno nel 99 per cento dei casi.
i miei tre figli, di tre, quattro e cinque anni usano la distinzione maschio-femmina senza nessuna intenzione di 'svilimento se non di disprezzo', come sostiene la bossi fedrigotti nel suo articolo, lo usano perchè è chiara, semplice, naturale, perchè alla loro età non possono dire uomini e donne, e perchè 'bambino-bambina' non funziona con mamma e papà.
chi, come me e come per fortuna tante altre persone, usa scientemente il termine 'femminicidio' non lo fa con leggerezza, e tanto meno per ansia di precisione, cara isabella, e sì, lo facciamo proprio perchè vogliamo modificare la percezione: la percezione sbagliata che questi omicidi siano come tutti gli altri, che possano essere colposi o preterintenzionali, che possano avere attenuanti di sorta, magari quelle stesse che lei chiama 'benzina sul fuoco': difficoltà economiche, disoccupazione o dequalificazione professionale fino a quel maledetto 'troppo amore', che di amore non ha niente, neanche il nome.

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