lunedì 25 maggio 2015

due semplici regole



Io aspetto l'ispirazione, che non chiamo per forza con questo nome. Sostengo che tutto ciò che si scrive proviene dal plesso solare.
E' un lavoro, perché vi lascia stanchi, persino esausti. Ma, in quanto sforzo cosciente, non è nulla.
Ciò che conta è avere un momento, diciamo quattro ore al giorno, in cui lo scrittore professionista non fa nient'altro che scrivere. Non deve sentirlo come una costrizione, non deve mettercisi per forza. Può guardare dalla finestra, stare dritto a testa in giù o rotolare sul pavimento, ma non deve fare nulla di concreto, come leggere, scrivere lettere, dare un'occhiata a delle riviste o compilare assegni. Può scrivere, oppure non fare nulla.
E' la stessa cosa che vale per la scuola. Se si obbligano gli studenti a stare tranquilli, imparano qualcosa, giusto per non morire di noia. Trovo che sia efficace.
Vi sono due regole molto semplici:
- non si è costretti a scrivere;
- non si può fare nient'altro.
Il resto viene da sé.

Raymond Chandler, Selected letters of Raymond Chandler, 1981 (ed. it. Marlowe e io )


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