domenica 18 maggio 2014

ognuno riconosce i suoi 9 - falsetto

quando ho scritto la tesina dell'anno di prova, ne avevo letto un paio e tutte dicevano quanto avessero desiderato, le mie colleghe, intendo, di fare le maestre, e finalmente il sogno della loro vita si era avverato, e che quello era proprio quello che volevano fare, e io no, e avevo deciso di mettere, in esergo, una citazione a me carissima, questa:
e ti guardiamo noi, della razza
di chi rimane a terra
E. Montale, Falsetto, da Ossi di seppia
per dire, con montale, che anch'io mi sento incapace di spiccare il volo dalla barca verso il mare in cui aspettano, come aspettavano esterina coi suoi vent'anni, virili e forti braccia, che non mi basta neanche a me, una crollata di spalle.
mi sembrava evidente che 'noi' comprende anche me, voglio dire, è un pronome personale di PRIMA persona, plurale.
per la mia dirigente, invece, non era evidente affatto. noi, secondo lei, erano gli altri, compresi lei, che guardavano con un misto di invidia e rassegnazione me, attempata esterina pronta a buttarsi e a sguazzare in questa meraviglioso mare che è l'insegnamento nella scuola elementare, impavida e soprattutto presuntuosa. chi si crede di essere, mi ha chiesto fuori di sè dal livore che l'aveva riempita l'idea di essere lasciata a terra da una maestrina fresca di concorso (peraltro superato col massimo dei voti)???
io, col mio solito sorrisetto imbarazzato che tutti pensano ma allora sei proprio stronza, che te ridi??, le ho detto: ma guardi che io volevo dire poprio in contrario, ma lei non mi ha neanche sentito. mi dispiace, poveraccia, che non conoscesse questa poesia.

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