mercoledì 21 agosto 2019

think pink 15 - kim


la statua che ricorda le 'comfort women' posta vicino all'ambasciata giapponese a seoul. nella sedia vuota è seduta kim bok-dong

poco dopo l'inizio della seconda guerra mondiale, i giapponesi hanno deportato i ragazzi coreani come soldati e le ragazze coreane come schiave del sesso a servizio dei soldati giapponesi. 
una delle prime, tra le più giovani, è stata kim bok-dong.
le avevano detto che doveva cucire divise per i soldati. piuttosto di morire, lei andò. aveva 14 anni.
per otto anni fu costretta a 'confortare' i soldati. i sabati, cominciavano a mezzogiorno e finivano alle sei. c'era la fila fuori. finito il turno, arrivano i medici con le medicine: la domenica, si cominciava alle otto di mattina fino a sera.
il primo giorno spese tutti i soldi che le aveva dato la madre per tentare il suicidio con altre due ragazze nelle sue stesse condizioni: comprarono l'alcolico più forte che trovarono, e finirono in coma etilico. le trovarono e le salvarono con una lavanda gastrica che le rovinò lo stomaco per sempre. dopo dieci giorni, semicosciente, decise che sarebbe sopravvissuta per raccontare quello che le era successo.
kim è morta a 92 anni, senza che si fosse realizzato il suo desiderio: ricevere le scuse formali del governo giapponese, sentire il primo ministro dire: perdonateci, quanto abbiamo fatto non ha scusanti, cambieremo i nostri libri di storia e diremo ai nostri figli la verità.
anzi: il governo giapponese ha ritirato l'ambasciatore a Seoul dopo che il il governo coreano si è rifiutato di togliere una statua dedicata alle 'comfort women' posta nelle vicinanze dell'ambasciata stessa. i giapponesi, infatti, ritengono risolta la questione dopo che nel 2015 hanno sganciato 8  milioni e rotti di dollari.
qui sotto il video di una delle ultime interviste a kim


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