sabato 12 maggio 2018

farla finita

giorni fa alla radio parlavano di femminicidio.
allora telefona uno, un padre separato, non sapete in che condizioni stanno i padri separati, ha detto, io non sono un delinquente, ha detto, io quello non è che lo giustifico, ha detto, quello che è andato a cercare sua moglie che andava a lavorare alle cinque del mattino e le ha sparato lasciandola agonizzante per strada, poi è andato a casa e ha ammazzato le sue due figlie e prima di ammazzarsi anche lui è andato avanti tutto il giorno a smenarla con tutti i suoi colleghi carabinieri, perché era un carabiniere, che cercavano di convincerlo, ecco, ha detto quello che ha telefonato, io non è che lo giustifico, sia chiaro, ma lo capisco, praticamente ha detto così, lo capisco perché anch'io certe volte ho pensato: 'ecco, adesso vado lì e la faccio finita', ha detto. perché le violenze psicologiche, voi non potete neanche immaginare, e avanti così. sì, certo, figurati. non capiamo. non ci immaginiamo.
 'io vado lì e la faccio finita'. è tutta qua, la differenza.
vado lì. ma perché invece di andare lì non te ne vai affanculo o chissenefrega dove? no, deve andare lì e farla finita.
l'elemento di genere emerge in modo impressionante da queste poche, terribili parole. perché a una donna sottoposta a violenza, fisica, o psicologica che sia, non le passa neanche per l'anticamera del cervello, di andare lì e farla finita.
se può, se riesce, se ne va. scappa. sparisce. l'istinto femminile è alla fuga, alla difesa.
è che purtroppo spesso non ce la fa.
e se ce la fa, come quella poveraccia, gliela devono far pagare.
il fratello dell'assassino, che era stato tutto il pomeriggio a cercare di convincerlo a lasciare andare le figlie, che invece aveva già ucciso da un pezzo, tutto quello che ha saputo dire, ha detto che il nonno, poveraccio, non le aveva potute vedere, le nipoti, a natale. rendetevi conto. che violenza psicologica, povero vecchio, come dire.

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