oggi sono andata a prendere il giornale. mentre uscivo, è entrata una coppia padre-figlia, la giornalaia aveva già il giornale in mano, un cliente fisso.
la ragazzina aveva in mano un libro, e continuava a leggere mentre il padre prendeva il giornale. ha continuato a leggere mentre uscivano, e camminava leggendo. il padre le ha messo la mano sulla spalla, e se ne sono andati a piedi.
ho pensato che finché c'è una bambina che legge camminando, beh, c'è ancora speranza.
leggeva stephen king, un volume di una serie per ragazzi. ma non si può avere tutto, del resto.
cinquant'anni, poco più. la scuola, la casa, la lotta impari col caos,un marito e tre ex piccoli figli adorabili, quando dormono... e questa piccola stanza virtuale tutta per me.
sabato 16 gennaio 2021
think pink 16 - una ragazza
domenica 10 gennaio 2021
ma l'amore che cos'è 11 - un abisso

Al telefono, quando non c'erano i cellulari.
Lui: C'è un abisso tra di noi.
Lei: Lo so.
parlavamo del più e del meno, di niente, in realtà. stavamo insieme da... boh, una settimana che per me era una vita. forse è in quel momento che ho capito che lo amavo. per lui era una delle tante frasi ad effetto. non si è neanche accorto quanto fosse vera. ma l'aveva detta. senza capire, aveva capito. c'era un abisso tra di noi. un abisso di cultura, status sociale, sensibilità, esperienze di vita, interessi.
Lei: dobbiamo stare attenti a non caderci dentro.
dopo una settimana, poco più, lui si è stufato. mi ha detto così.
ma io avevo quell'abisso incollato addosso.
Per la Befana mi sono regalata Tutte le poesia di Wisława Szymborska.
tra parentesi, è ovvio il motivo per cui i polacchi sanno tante lingue: dopo che hai imparato questa, il resto è una passeggiata.
e aprendolo a caso, come mi piace fare coi libri di poesia, ho trovato questi versi:
...
Già, anche noi sappiamo dividerci in due.
Ma solo in corpo e sussurro interrotto.
In corpo e poesia.Da un lato la gola, il riso dall'altro,
un riso leggero, di già soffocato.Qui il cuore pesante, là non omnis moriar,
tre piccole parole, soltanto, tre piume d'un volo.L'abisso non ci divide.
L'abisso circonda.
Wisława Szymborska, La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), Adelphi 2009, p. 319
mercoledì 6 gennaio 2021
ognuno riconosce i suoi 37 - le quattro del mattino
LE QUATTRO DEL MATTINOOra dalla notte al giorno.
Ora da un fianco all'altro.
Ora per i trentenni.Ora rassettata per il canto dei galli.
Ora in cui la terra ci rinnega.
Ora in cui il vento soffia dalle stelle spente.
Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di-noi.Ora vuota.
Sorda, vana.
Fondo di ogni altra ora.Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino
- le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque,
se dobbiamo vivere ancora.
Wisława Szymborska, La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), Adelphi 2009, p. 91

Pare che le quattro di mattina siano un'ora molto gettonata, per svegliarsi. e non solo. per finire cose importanti come il discorso alla nazione, per ammazzarsi, e molti altri eventi.
comunque io mi sveglio un sacco di volte alle quattro.
ho letto da qualche parte che, per la medicina cinese, a seconda dell'ora in cui ti svegli si capisce che disturbo hai. quattro del mattino, il problema sono i polmoni. emotivamente, i polmoni sono. collegati a tristezza, depressione, preoccupazioni.
evidentemente, siamo in tanti che hanno pensieri e ci svegliamo alle 4 di mattina.
sabato 2 gennaio 2021
ognuno riconosce i suoi 36 - vivere
Vivere è stare svegli
e concedersi agli altri,
dare di sé sempre il meglio,
e non essere scaltri.
Vivere è amare la vita
con i suoi funerali e i suoi balli,
trovare favole e miti
nelle vicende più squallide.
Vivere è attendere il sole
nei giorni di nera tempesta,
schivare le gonfie parole,
vestite con frange di festa.
Vivere è scegliere le umili
melodie senza strepiti e spari,
scendere verso l'autunno
e non stancarsi d'amare.
[Angelo Maria Ripellino, Poesie. 1952-1978, Torino, Einaudi 1990, p. 21]
Infinito presente 4 - uccidere
l'altra sera cercando qualcosa che potesse andare bene un po' a tutti abbiamo guardato un film italiano, la ragazza della nebbia, scritto e diretto da Donato Carrisi.
Non sto qua a scrivere la trama, e non spoilero niente, ma questo film (e penso pure il libro da cui e tratto, dello stesso Carrisi) è quello che io chiamo un film disonesto.
troppe cose non risolte, troppe forzature. se mi vuoi angosciare, lo devi fare senza questi trucchetti del mestiere, oltretutto usati pure male. così è troppo comodo.
perché qui si tratta di ammazzare qualcuno per soldi.
e mentre nei filmetti onesti che guardo io, lo sterotipo è la regola, qua si vorrebbe fare della psicologia a buon mercato. non solo lanciare un j'accuse al furore mediatico che assoggetta anche le forze dell'ordine, ma indagare anche le motivazioni del male, scandagliare l'orrore, fare un giro all'inferno e tornare.
se vuoi farlo, devi essere un po' più bravo di così, caro carrisi.
perché come ho letto stamattina nel libro che sto leggendo, Cervello senza limiti, che si occupa di sostanze nootrope, ovvero che agiscono sul sistema nervoso migliorando le capacità cognitive, come concentrazione e memoria,
«L’antropologia dimostra che non siamo naturalmente propensi alla guerra», (...) «È molto difficile superare il confine e uccidere un altro essere umano. Il punto è trasformare una persona civile in un assassino senza riportare un impatto psicologico troppo forte.»Rossi Mason, Johann. Cervello senza limiti (Italian Edition) (p.51). Codice Edizioni.
uccidere un altro essere umano è molto difficile. soprattutto, come un po' per tutte le cose, la prima volta.
e puoi pianificare come vuoi, ma non sarai più lo stesso.
e non sto neanche a perdere tempo sull'assurdità di un serial killer che smette di colpo di ammazzare e cambia vita, perché questo è davvero troppo. se non sapevi come risolvere la storia, lasciala aperta.
a me non piace, ma almeno non ti rendi ridicolo.
visto che sono in argomento, anche l'ultimo film di checco zalone è disonesto.
ma non vale neanche la pena di parlarne. chissà perché è così difficile far ridere.
mercoledì 30 dicembre 2020
Infinito presente 3 - dire la verità
Dopo l'esame di maturità, un'esperienza che non auguro a nessuno, mi ero iscritta a scienze forestali. i corsi scientifici erano semestrali, per cui cominciavano a ottobre, e io dovevo trovarmi in fretta un posto in cui stare. così mi sono trovata per caso in un collegio per ragazze di buona famiglia piuttosto snob, unica matricola in quel particolare momento dell'anno accademico in cui solo quelle poche iscritte a facoltà scientifiche si erano già trasferite in collegio, costituendo una sorellanza nella sorellanza, di cui io io cercavo faticosamente di capire le regole non scritte, ma che erano evidentemente ben conosciute dalle altre.
io, quando scrivo delle storie, in genere parto da fatti e persone reali, ma io le chiamo fiction, perché nel momento in cui le racchiudo nelle mie parole, gli dò la forma che voglio io, diventano altro, potrei anche averle inventate, anzi: in genere sembra proprio che le abbia inventate, e forse è così, perché le ho inventate, cioè trovate, io, in effetti, gli ho dato io quella forma lì senza la quale sarebbero cronaca, pettegolezzi o storielle da bar, magari, o forse non sarebbero niente.
non preoccuparti. hai sempre scritto e scriverai ancora. devi solo scrivere una frase sincera. scrivi solo la frase più sincera che sai.
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| e. hemingway, festa mobile |
venerdì 30 ottobre 2020
infinito presente 2 - inginocchiarsi
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| Brittany runs a marathon, 2019 |
l'altra sera i miei figli erano dai nonni, e io e mauro abbiamo guardato un film che atante volte avevo proposto di guardare ai ragazzi durante la quarantena.
tratto da una storia vera, parla di una ragazza che riesce a riprendere in mano la sua vita, fino a quel punto un disastro totale, mettendosi a correre e riuscendo, finalmente, a partecipare alla maratona di NY.
per fortuna che i miei figli non ne hanno voluto sapere, della mia proposta. pensa se mi chiedevano: perché quello le ha dato dei tovagliolini di carta per inginocchiarsi???? (nel cesso del locale dove l'ha invitata ad andare per farsi fare un pompino gratis).
non riesco a togliermi dalla testa quella scena disgustosa. e lei ci va.
e quando lei incontra un uomo normale, in un sito di incontri, e lui la invita a casa sua, lei, come un riflesso condizionato, si mette a slacciargli i pantaloni. e quando lui la ferma e le propone, invece, di andare a letto, lei scappa.
inginocchiarsi per fare un pompino in un lurido bar di merda a uno che hai conosciuto da cinque minuti.
io, inginocchiarmi mi inginocchio davanti al Santissimo Sacramento.
ma adesso, nella mia parrocchia, non si può più. perchè quello nel banco davanti, davanti al santissimo sacramento, non si vuole inginocchiare. e quindi tu ti avvicini troppo alle sue terga, diciamo.
e non sia mai che, attraverso la mascherina, che tevi tenere addosso nonostante la distanza che mantieni, che penso che in chiesa sia l'unico posto dove si mantengono le distanze, ormai, a scuola ci hanno detto che basta un metro da bocca a bocca, praticamente è tutto come prima, solo che ognuno sta nel suo banchetto e io ho dovuto comprarmi un amplificatore vocale perché sono già senza voce, a parlare attraverso la mascherina, ecco, in chiesa, se ti inginocchi, rischia che gli attacchi il covid nel didietro a quello davanti che non si vuole inginocchiare, davanti al santissimo sacramento, e quindi devi stare in piedi anche tu. ma perché?
ma qualcuno si è mai inginocchiato, davanti a te?
quando il vostro moroso si inginocchierà davanti a voi, dico alle mie alunne al catechismo, capirete che gesto meraviglioso è, che qualcuno si inginocchi davanti a te.
è sperimentare come un gesto di resa, di sottomissione per eccellenza si trasformi, per amore, in una dichiarazione di fiducia totale. Sono qui, ai tuoi piedi, puoi fare di me quello che vuoi, e sono sicuro che non lo farai.
inginocchiarsi per chiedere perdono, inginocchiarsi per giocarsi l'ultima carta: mettersi nelle mani dell'altro, confidare nel suo amore, nella sua misericordia.
Credere che la mia debolezza è la mia forza. quando suona il campanello, alla consacrazione, inginocchiarsi è corrispondere al sommo sacrificio di Cristo come posso.
perché non lo fanno, non lo riesco a capire.
amica mia...
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| The tears, Man Ray |
l'amarezza che danno gli amori non corrisposti, amica, è il prezzo da pagare per il tesoro del tuo cuore.
lo so, come ti senti. come quando ti rovini per un regalo che volevi fosse unico, come l'affetto per quella persona, e va a finire nel mucchio dei pacchi che valgono solo il tempo di una canzone d'auguri.
per tutti gli altri, ci sono le tue frasi tranchant e gli sguardi di fuoco, di
donna guerriera. ma non per gli affetti e gli amici più cari. non riesci neanche a reagire, non capisci, ti senti sbagliata.
no, amica, non sei sbagliata, ma neanche gli altri lo sono. miserie ne abbiamo tutti, tante.
è che un cuore grande come il tuo, amica mia, grande come il cielo dei tuoi occhi, non ci sta, in tanti posti.
ognuno fa quello che può, ognuno raccoglie e dà quello che può.
lascia andare.
niente va sprecato, niente. neanche una lacrima, neanche una parola.
tutto tornerà, al tempo giusto.
venerdì 21 agosto 2020
ognuno riconosce i suoi 35 - la cosa migliore
PHILIPH ROTH, Pastorale americana (Torino, Einaudi1997)
N.B. ho trovato questa cosa sul sito libri antichi online. GRAZIE!!!
INFINITO PRESENTE 1 - Avere ragione
ragióne
Quel che è più terribile, su questa terra, è che tutti hanno le loro ragioni
La Règle du jeu (La regola del gioco, 1939)
mi interessa capire perché. io me lo chiedo continuamente: perché?
ecco, io, quando discuto, cerco qualcuno che mi dia delle ragioni più forti delle mie.
tutto qua.
mercoledì 29 aprile 2020
fin che la barca va...
chiedo al frate: ma com'è che Dio permette questo?
però se mi succedesse adesso, saprei cosa dirgli, al frate: ma lei non crede in Dio, Padre ONNIPOTENTE???? o dice il Credo così, per abitudine?
perché delle due l'una: o crede in Dio ONNIPOTENTE, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose, visibili e, UDITE UDITE, invisibili, oppure no.
ecco.
ma verso dove?????? verso la riva? ma quale riva? verso la salvezza?? ma quale salvezza???
speriamo, siamo solidali, siamo CREATIVI!!!
'QUESTA MALATTIA NON E' PER LA MORTE, MA PER LA GLORIA DI DIO,PERCHE' PER ESSA IL FIGLIO DI DIO VENGA GLORIFICATO'
altro che remare, ma cosa volete remare!!!!!!
martedì 31 marzo 2020
la vita, la morte, un prete
domenica 22 marzo 2020
Ognuno riconosce i suoi 34 - un dieci
Che cosa sono diventate, le due fate? Sicuramente, si saranno sposate. E' un atto così grave, quello di passare dalla condizione di fanciulla quella di donna. Che cosa fanno, in una casa nuova? Che ne è stato, dei loro rapporti con le erbe elvatiche e con i serpenti? Erano coinvolte in qualcosa di universale.Ma viene il giorno in cui nella fanciulla si sveglia la donna. Si sogna di assegnare, finalmente, un ≪dieci≫. C'è un ≪dieci≫ che pesa in fondo al cuore. Allora si presenta un imbecille. Per la prima volta quegli occhi così acuti s'ingannano, e lo illuminano di seducenti colori. Se quell'imbecille dice dei versi, lo si crede poeta. Si crede che egli capisca i pavimenti rotti, che ami le manguste. Si crede che lo lusinghi la confidenza a proposito di una vipera che se la dondola sotto la tavola, tra le gambe. Gli si dà il cuore, ch'è un giardino selvatico, a lui che ama solo i parchi ravviati. E l'imbecille s porta via la principessa, in schiavitù.
sabato 21 marzo 2020
Ognuno riconosce i suoi 33 - il vero lusso
La grandezza d'un mestiere sta forse, in primo luogo, nel vincolo che esso crea fra gli uomini: un solo lusso vero esiste, ed è quello dei rapporti umani.
Lavorando unicamente per i beni materiali ci costruiamo da soli la nostra prigione. Ci rinchiudiamo, solitari, con la nostra moneta di cenere che non procura nulla di ciò che vale la pena d'essere vissuto.
domenica 8 marzo 2020
manie
non è che mi piaccia dormire. a me piace proprio stare a letto, ad ascoltare la musica o la radio, leggere, guardare le notizie o le chat, anche lavorare al computer.
sabato 7 marzo 2020
SCRITTURE 2 - RESTARE

mercoledì 4 marzo 2020
MASSA BON... (troppo buono...) - UN ALTRO PIPPONE CATTOLICO
è un film in cui non capisci perché fino a ieri eri sì l'unica, ma sentivi tutto sommato che, nonostante tutto, la fatica, gli sbagli, le disperazioni, sentivi che andavi bene per quella strada lì. da quella parte lì. adesso, non so come dire, adesso ti dicono che no, non va più bene, così, ma non a tutti gli altri, che a quello ci ero abituata, no. ti dicono che non vai più bene al padreterno. e te lo dicono uomini e donne di chiesa, unitissimi, inspiegabilmente, a quelli che, del padreterno, non gliene potrebbe fregare di meno. il vangelo dice così, mica cosà! eh, sempre in chiesa, ma dopo... molto meglio quelli che non vanno in chiesa, ma poi si comportano da veri cristiani! e basta, con tutti sti divieti, ste fisse, ma l'amore dove lo metti? e la misericordia??? e chi sei tu, come ti permetti di dire che una cosa è giusta o sbagliata??
gli dà fastidio, che uno gli dica: guarda che questo è sbagliato.
non c'è più niente di sbagliato. non ci sono più i peccati, ci sono le fragilità. non parliamo dei castighi, che il povero padre Livio di radioMaria è stato costretto a una penosissima rettifica perché gli è sfuggita sta parola, castigo di Dio, manco fosse na bestemmia, lo diciamo tutti i giorni nella preghiera delle lodi e dei vespri, ma in pubblico, così, alla radio, addirittura, eddai padre Livio, Dio non castiga, Dio è buono, è misericordioso!! che qualcuno non si spaventi, non si senta giudicato, per carità, che delle volte non si ravveda, e cambi strada!!!
come ci permettiamo noi, luridi porci cattolici, con tutti quei preti pedofili solo perché non gli procuriamo delle mogli per sfogarsi (no, ma voglio dire, possibile che non ci si renda conto dell'infima considerazione della donna che è sottesa a questa idea del matrimonio dei preti?), noi, gli ipocriti per eccellenza, che ti devi guardare da tre cose, ha detto in dialetto un padre alla riunione dei genitori dei bambini delle prima comunione, dal culo dei mussi (muli), dai denti del can e da chi che tien el rosario in man! come ci permettiamo, noi, di dire agli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato???
mio fratello, il prodigo, non si è pentito, è solo tornato a chiedere altri soldi, e siccome mio padre è troppo buono, e non è un pozzo senza fondo, e quello chiede, chiede, chiede, il padre cede e gli dà anche la mia parte. ora, io non ho niente in contrario che gli abbia dato la sua parte, certo non è una cosa comune, che un padre accetti di buon grado che un figlio voglia i suoi soldi ancor prima che muoia, ma se sta bene a lui, sta bene anche a me. lo capisco. ma che, per amore di uno, ci rimetta l'altro, no, questo no. questo io da genitore non lo accetto.
infatti, il padre della parabola di Gesù non si mette a correre dietro al figlio. non lo implora di restare, non lo insegue. rispetta fino in fondo la libertà del figlio, ma resta e lo aspetta là dov'è la sua casa.
c'è un detto veneto che recita: massa bon? cojon! e io, un padre cojon non lo voglio. non mi serve, ma a chi è che serve???? ma chi è che lo vorrebbe, scusate, un padre coglione?
il padre ti guida. il padre cerca di tenerti lontano dai guai. il padre ti mette dei limiti. il padre vuole il meglio per te e agisce di conseguenza, che tu lo capisca o no. il padre ti insegna ad osare, ti tiene la bici e poi toglie le rotelle. ti prende in braccio se cadi, ma non prima. questa è l'essenza del padre. per le coccole, c'è la mamma.
martedì 3 marzo 2020
dove finisce la paura - un post di qualche anno fa
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| sara di pietrantonio, fonte Ansa |
I rivoluzionari francesi invece 'riconoscevano solo (il campo) delle cose umane. per questo hanno cominciato con la nozione di diritto'
'ma i diritti appaiono sempre legati a date condizioni. solo l'obbligo può essere incondizionato'.
Gli obblighi di cui parla Simone
'derivano tutti, senza eccezione, dai bisogni vitali dell'essere umano (...) e hanno tutti per loro oggetto cose che in rapporto all'uomo hanno una funzione analoga a quella del nutrimento', che è da intendersi sia del corpo sia, com'è da aspettarsi, dell'anima'.
la parola latina «matrimonium» mette l'accento sullo «stato di madre» come se volesse sottolineare la responsabilità della maternità, che pesa sulla donna che vive coniugalmente con un uomo. La sua analisi ci aiuta a vedere meglio che i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio mettono ipso facto la persona nella situazione di oggetto di godimento. Quale delle due è quest'oggetto? Non è escluso che possa esserlo l'uomo, ma la donna lo è sempre.Si può faciilmente arrivare a questa conclusione (per via di contrasto) analizzando la parola matrimonium (dal latino «matris-munia», «doveri della madre»).























