giovedì 27 dicembre 2012

femminicidio, l'assurda leggenda nera

come ben sanno tutti quelli che mi conoscono, io sono - e sono considerata- una molto cattolica.
se lo credessi possibile, mentre invece penso che sia una contraddizione in termini, direi che sono una cattolica tradizionalista.
credo che Dio esista, e credo nell'amore di dio che è dio stesso ed è la terza persona della santa trinità.
e so che il male esiste, perché lo vedo dentro di me e dentro a ogni uomo,  ma credo nella libertà di tutti i figli di dio di scegliere, anche se costa fatica, il bene invece che il male.
ma soprattutto credo in gesù cristo, credo che il verbo si è fatto carne ed è entrato nel tempo, ed è venuto in mezzo a noi, e poi è risorto, e ritornerà, un giorno.
e credo nella divina, eterna, infinita misericordia.
ora, ho detto tutto questo perché, dopo che il papa o chi per lui ha avuto la geniale idea di dare a chiunque la possibilità di dar corso a qualsivoglia stronzata gli passi per le dita, senza neanche la mediazione del cervello, scrivendo un tweet a pontifex, è venuto fuori (ma chissà come mai) che esiste un sito ultratradizionalista che si chiama, guarda caso, pontifex.roma.it.
questo sito è venuto ingiustamente alla ribalta perché ha pubblicato degli articoli contro il femminicidio, definito 'una assurda leggenda nera messa in giro da femministe senza scrupoli' per istigare l'odio sociale contro i poveri uomini inermi.
non ho neanche voglia di citare gli articoli, che si rifanno continuamente a un sedicente 'importante osservatorio sulla violenza delle donne', che sono andata a vedere, e che riporta una lista di articoli che riprendono articoli dei quotidiani rubricandoli con titoli tipo questo: madri e maestre: un mondo di donne e violenza. ne ho letto uno su una maestra esaurita che ha picchiato un alunno, in data 5 dicembre 2012. sono andata alla fonte, la repubblica del 5/6/87. non so se rendo: venticinque anni fa. ho scritto una mail chiedendo chi diavolo fossero, visto che non c'è un nome da nessuna parte, e che la smettessero di accusare gli altri di fare disinformazione, quando loro mettono una notizia di 25 anni fa in data oggi. mi hanno risposto che
I nomi contano soltanto per chi ama appiccicarsi addosso i bollini blù (qualità certificata); come vedi a me/noi interessa quello che hai pensato/scritto, non certo come ti chiami. Il tuo nome non migliora né peggiora quello che ha elaborato il tuo cervello.
per difendere l'indifendibile articolo contro il femminicidio, quelli di pontifex ne hanno scritto un altro, dal titolo L'ODIO E L'INTOLLERANZA INTERNET SUL FEMMINICIDIO. LE DONNE KILLER NASCOSTE DAI MEDIA TV, in cui, sempre partendo dall'importante osservatorio di cui sopra, fanno un elenco di 92 articoli su violenze fatte da donne. ovviamente non sono andata né a leggere gli articoli di cronaca nera, che ritengo sempre una banalizzazione (nel migliore dei casi) dell'evento drammatico, né a verificare la data reale di tutte le notizie, ma la prima è senza data, la sesta era di un anno prima. non sono andata oltre. ma la cosa più assurda è che di tutta sta lista di 92 casi, la maggior parte erano tentati omicidi e solo sei (6) sono omicidi commessi da donne su uomini con cui avevano una relazione. poi ci sono i casi delle madri che uccidono i figli, donne che col compagno rapinano e feriscono o uccidono la vittima, e via discorrendo.
che la violenza faccia parte dell'animo umano, l'ho detto sopra, l'ho sempre pensato, e non c'entra niente che tu sia uomo o donna. come penso che, tra le varie forme di violenza, ce ne sia una specifica di uomini contro donne, e che sia giusto chiamarla femminicidio, come ho scritto anche qui.
ma se ti dici cristiano e vuoi seguire gesù, devi prendere su la tua crocetta e camminare. che gesù cristo, a difendersi, se voleva, era capace da solo.
riponete la vostra spada nel fodero, avrei voluto dirgli a quelli di pontifex. 
ma per lasciare un commento devi iscriverti e fare una donazione.

martedì 25 dicembre 2012

buon natale

veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Gv. 1,9 
buon natale, a tutti

natale 1

bruno: non lo sapevo che babbo natale portasse anche animali domestici come regalo... adesso lo so!

domenica 23 dicembre 2012

animali domestici

bruno: mamma, possiamo prendere un pesciolino come animale domestico?

martedì 18 dicembre 2012

cinepanettoni

giovanni floris, il conduttore di ballarò,  sa tutte le scene dei cinepanettoni a memoria.
fabio volo gli chiede in quale film c'è quella scena lì (qualcosa che c'entra col sesso o con la merda, o entrambe, generalmente) e lui lo sa ancor prima che gli dica le tre possibilità.
il venticinque, cioè il giorno di natale, al pomeriggio, ci va ogni anno con sua moglie.
ecco.


venerdì 14 dicembre 2012

un sondaggio

mi piacerebbe fare un sondaggio, una domanda sola, credo sarebbe sufficiente, per me:

cos'è che  ti sembra peggio,
A. sentirsi chiedere col tono più acido del mondo: COSA C'E'?
B. sentirsi dire 'imbecille' da tuo marito per avergli chiesto, col tono più acido del mondo: cosa c'è?

giovedì 13 dicembre 2012

MORIRE DI SCUOLA

oggi ho sentito un pezzo di trasmissione di radiotre che aveva come ospite Vittorio Lodolo D'Oria, un medico che si occupa del disagio psichico dei docenti e che ha scritto il libro ' pazzi per la scuola'.
i dati citati sono impressionanti, e mettono gli insegnanti ai primi posti delle categorie a rischio di malattie mentali derivanti dalla loro professione. 
da tempo mi interesso di burn-out, un aspetto della nostra professione completamente sottovalutato. o, al limite, banalizzato come fa con un titolo esemplare il Giornale, che cito solo per fare un esempio di come anche un problema grave che interessa la salute degli insegnanti sia utilizzato per denigrare tutta la categoria: 

Tutti pazzi per la scuola. I docenti vanno fuori di testa ma restano in cattedra

 il problema per quelli del Giornale non è che gli insegnanti sono esposti quotidianamente a uno stress sempre crescente che comporta nei casi più estremi problemi psichici gravi. no, il problema è che questi restano in cattedra. e magari arrivano anche alla pensione, grazie all'inerzia dei dirigenti. i quali invece dovrebbero, mi pare di capire, preoccuparsi di procurare carne fresca da macello, eliminando quella avariata, mandando al manicomio quei disgraziati che rubano lo stipendio andando a scuola con l'esaurimento nervoso.
un problema che si aggiunge al problema è che in italia i dati sul disagio della nostra categoria non sono rilevati, come si fa per esempio in francia e in inghilterra, dati da cui si evince che gli insegnanti sono la categoria professionale più esposta al suicidio. che triste primato...

le basi - 2

oggi l'alunna di cui ho parlato nel post precedente appena mi vede mi fa: maestra, è vero che mamma ti deve portare delle canzoni da fare in classe? no, guarda, tua mamma ha capito male, le ho risposto. io non voglio le canzoni che piacciono a tua mamma, voglio le canzoni che piacciono a te.

mercoledì 12 dicembre 2012

LE BASI

i colloqui con i genitori sono per me un momento importante di verifica, anche se ho così tanti alunni che finiscono col diventare uno stress non indifferente. sicuramente, mi aiutano a capire meglio i bambini, le loro difficoltà e spesso a ricalibrare il mio lavoro. ogni tanto poi mi trovo a dover giustificare le mie scelte didattiche, anche se non sempre con successo. 
ieri per esempio è arrivata una mamma in carriera, così almeno mi è sembrata, e devo dire che la sua povera figlia mi ha fatto pena. genitori con pretese al di sopra delle capacità dei figli, o meglio: che non riconoscono neanche le capacità dei loro figli perché loro si sono già fatti tutto il filmino, che spesso è la storia di quello che loro stessi non sono stati. vogliono dare ai loro figli le possibilità che loro avrebbero voluto avere. che poi, magari, anzi direi sempre, ai figli non gliene frega niente. e crescono costretti a un sogno che non hanno mai sognato. 
allora, la signora inizia dicendomi che sua figlia di inglese non sa proprio NIENTE. le mancano proprio le basi. non sa niente, neanche il verbo essere, io sono tu sei egli è (grazie, non me lo ricordavo proprio). ma lei ha mai provato a chiedere come si dice ‘Io sono’? (un paio di volte, mi pare, sì). io la mando anche alla british school, perché mi sono proprio resa conto che lei di inglese non sa niente, non sa neanche le parole! e anche rispetto alle altre bambine della sua età, è molto più bassa! 
poveraccia, poveraccia, poveraccia, continuavo a pensare io. 
cerco di spiegare alla signora che il mio metodo, che non è una mia invenzione, come forse pensa lei, si basa sugli studi sull’apprendimento precoce delle lingue, e che la grammatica non è la base della lingua, ma una riflessione a posteriori, che i bambini di sei anni sanno parlare perfettamente in italiano, e  non sanno manco cosa sia la coniugazione del verbo essere ma sanno usarlo benissimo… macchè, la signora vuole le basi. 
allora, siccome a me socraticamente piace un sacco far cadere le persone in contraddizione da sole, le ho detto: senta signora, tutti noi abbiamo fatto le scuole medie, tre anni con tre ore o anche più di inglese la settimana, poi alle superiori, anche lì, tre quattro ore alla settimana, alla fine, quanti sanno l’inglese? sua risposta: nessuno.
 ecco, vede, allora forse il metodo di partire dalla grammatica non è così efficace… 
MA ALMENO AVEVANO LE BASI!!! 
questa coazione a ripetere è preoccupante, direi di lasciar perdere. così le ho detto che un buon modo per imparare l’inglese sono le canzoni, che io chiedo sempre ai miei alunni di propormi le loro canzoni preferite. al che lei mi fa: ah beh, gliele tiro fuori io le canzoni allora!!! 
ecco. lasciamo perdere, va'.

mercoledì 5 dicembre 2012

lettere dall'interno

oggi pomeriggio ho portato la macchina dall'elettrauto, chissà, forse avrò la radio in macchina, finalmente, e poi mi sono fatta accompagnare da mio padre in biblioteca, per restituire dei libri e aspettare che mauro venisse a prelevarmi, visto che stavo a piedi. adesso in biblioteca hanno messo delle poltrone, proprio davanti alle riviste, e io ho scelto l'ultimo numero de La cucina italiana. mi accomodo nella poltrona ma vedo sul tavolo basso che mi sta accanto un libro con la faccia di simone weil in copertina.
è una sceneggiatura di liliana cavani, del 74. comincio a leggere.
e leggo, leggo, e poi gli occhi mi si riempiono di lacrime, a ripensare alla grandezza di questa piccola donna, all'incomprensione che sempre ha dovuto patire e alla sua ostinata perseveranza nella ricerca della verità, la sua, la sua fedeltà al vero, senza alcun cedimento al rispetto umano, mai.
sto piangendo con la cucina italiana in grembo, e questo libretto in mano mentre un tipo, che non vedo che faccia ha perché mi sono tolta gli occhiali, sta guardando sopra la mia testa le riviste nell'espositore.
leggo il finale, sugli ultimi momenti di simone nel sanatorio, con una donna delle pulizie che era diventata sua amica che si è imparata a memoria l'ultimo foglio, tutto spiegazzato, lasciato da simone sul letto prima di morire, se l'è imparato anche se non lo capisce, ancora.
poi mi guardo il numero natalizio della cucina italiana, finché non mi arriva il messaggio di mauro: sono qui fuori.

lunedì 3 dicembre 2012

ma l'amore che cos'è 4

stasera che avevamo messo i bambini a letto presto, mi siedo sul divano per il mio momento di evasione totale con NCIS e invece c'è il dibattito post primarie del  PD. no, grazie. giro e provo a guardare sto Downton Abbey, anche se la pubblicità martellante di sti giorni ha esaurito tutta la mia curiosità.
verso la fine uno, che non ho capito chi è, dice a una, che non ho capito bene chi è se non che lui fa parte della servitù e lei alla nobiltà, infatti lui le dà del voi e lei gli dà del tu, beh, insomma, lui dice a lei:
fino a quel momento, vi prometto che passerò ogni istante della mia vita a cercare di rendervi felice.
ecco, a me non è mai successo, che uno mi dica una roba anche vagamente simile a questa, e so che non mi succederà mai al punto che mi chiedo se è mai successo a qualcun'altra, ma credo proprio di sì, e io invece penso devo farmi una cura ormonale, perché sono una pazza isterica.

domenica 2 dicembre 2012

al catechismo

A. era in ritardo, all'incontro di sabato. sua cugina, quella che quando ho raccontato che ci sono persone che vengono uccise perché si dicono cristiane, mi ha detto: beh, basta dire che non sei cristiano!, ci racconta che uscendo di casa (abita al piano di sopra) l'ha vista arrabbiata, tutta rossa in viso, in lacrime.
più tardi, mentre i bambini stavano conversando tra loro liberamente, la cugina con tono sfottente chiede ad A.: allora, com'è che eri tutta rossa e piangevi, prima? e io le faccio: scusa, ma a te piacerebbe che qualcuno ti chiedesse qualcosa con quel tono? al che A. le fa: eh, appunto, ti piacerebbe che i  tuoi genitori si sono separati?? e racconta che deve andare da suo padre, che sta con un'altra, che lei non la sopporta, e lei vorrebbe stare con suo padre e invece c'è sempre quella, che è separata anche lei, e ha tre figlie, che lei le chiama le sorellastre, come quelle di cenerentola,e vengono sempre anche loro... al che M. salta fuori che anche suo padre sta con una che sua madre proprio non la sopporta, e allora lui non può mai stare con suo padre, e lui gliel'ha detto in tutti i modi, a sua mamma, ma non c'è niente da fare... l'incontro finisce, e A. mi saluta sconsolata: adesso, due giorni con la rompi...

martedì 27 novembre 2012

ma l'amore che cos'è 3

una volta stavo tra le braccia del mio moroso, era quasi l'alba. gli dico: senti, un usignolo. e lui mi fa: macchè, è un'allodola. e io: ma cosa dici, è un usignolo! e se fosse un'allodola?, replica lui. ma non lo senti? è un usignolo! insisto io, piccata. dopo un po' sento per caso, alla radio, l'atto terzo, scena quinta, e mi sento arrossire. che scema. che ignorante.
e che poesia, e che forte, a non dirmelo.
ieri in quella palestra dove siamo andati io e mauro, perché lui vorrebbe fare un po' di esercizio fisico, che io non ci ero mai andata dentro a una palestra di quelle con le macchine e tutto il resto, e c'era una fauna, non so come dire, mi sembrava che facessero tutti  apposta, come se fossero dentro a un film, a una serie tv, anzi, ogni mossa studiata, io mi vergognerei da morire, invece pareva che fossero tutti a loro agio, che gli esercizi che facevano fossero come un pretesto per stare lì, e da per tutto c'erano quei volantini del corso di burlesque, che doveva durare due giorni e invece l'hanno ridotto  a uno, domenica 2 dicembre, che sarebbe la prima domenica di avvento, per me. bisogna portarsi due ventagli, possibilmente con le piume, collant color carne, reggiseno nero, scarpe nere con tacco min 8 max 10 arrotondate e a punta chiusa, e qualcos'altro, mi ricordo solo ste robe qua. a me il burlesque mi fa un po' pena, non so bene come spiegarmi, è fasullo, vacuo. tutta sta fatica per cosa?
ma cos'è la seduzione? se non inganno, menzogna, evanescenza? e anche, e soprattutto: prevaricazione?
come si fa quando si staccano le ciglia finte, quando cade la maschera di cipria?
che tipo di rapporto è, quello messo in scena?
del resto, ognuno ha il suo modo, di trasfigurare la realtà. e io sto con l'usignolo.
perché io, se devo far fatica, che a me non piace mica poi tanto, far fatica, cerco di farlo per qualcosa che duri. che vale di più, secondo me. l'ho sempre pensato, e ancora continuo a pensarlo.

domenica 25 novembre 2012

BASTAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


oggi è la giornata contro la violenza sulle donne.
ieri c'è stata una sentenza della corte d'appello di venezia sul caso, di sei anni fa, di genitori condannati per aver fatto praticare una piccola incisione alle loro figlie. sono stati assolti perché non si tratta di mutilazione, ma solo di lesione, e senza dolo. non si capisce allora perché la donna che ha praticato materialmente tale incisione è stata condannata e non ha fatto appello.
l'agenzia riporta le parole dell'avvocato, una donna anche lei:
"In questa vicenda il fattore culturale ha avuto il suo peso: si trattava di un rituale simbolico non di una menomazione. Di certo non di trattava di infibulazione che e' cosa ben piu' grave. Alla fine si e' appurato che era stato fatto un intervento di carattere minimale, era stata fatta una incisione di 4mm, cosa emersa anche in primo grado". A spiegarlo all'Adnkronos, Elisa Lorenzetto, avvocato che con Valentina Lombardo, si e' occupata del caso delle due famiglie originarie del Niger accusate di infibulazione nel 2006.
stamattina alla radio fanno sentire il commento di non so quale magistrato donna, che personalmente, oltre che come magistrato, si è dichiarata contraria in modo assoluto perché le lesioni fisiche anche se minime portano comunque lesioni psicologiche ecc. allora il professore mi ha portato la prevedibile obiezione che allora anche la circoncisione è una lesione da condannare... eh no, caro professore, caro magistrato, care avvocatesse dei miei stivali... 
l'infibulazione è una pratica aberrante finalizzata a sottomettere la donna all'uomo, che le toglie ogni possibilità di controllo e autodeterminazione riguardo alla propria sessualità.
dopo il parto, spesso reso problematico proprio dalla mutilazione stessa, viene rifatta.
non sto qui a scendere nei dettagli raccapriccianti che chiunque può leggere su wikipedia, o nel libro di sabrina aviakan, donne cucite, dico solo che in paesi come l'egitto o l'indonesia, il più grande paese musulmano del mondo, le donne sono praticamente tutte infibulate, e l'italia è il paese europeo con più alto numero di donne infibulate (circa 40mila). la pratica simbolica, che sempre a sentire l'avvocato di prima, sarebbe da giustificare, in quanto  
emerge inoltre che nei territori di origine della bambine e' in uso una sorta di incisione rituale che se non praticata potrebbe portare, in Niger, a una sorta di discriminazione: da qui l'insistenza dei parenti rimasti in Africa ad intervenire. Per l'avvocato si rischia di trasformare tutto in infibulazione ma in realta' "esistono una miriade di pratiche differenti, anche simboliche, che hanno un disvalore differente: ecco, noi eravamo in questa categoria".
no, è ora di dire basta, basta coi cavilli, basta con le giustificazioni, è un rito da condannare nella sostanza, e se sei una donna non puoi difenderlo, capirlo, passarlo per il solito dato culturale. 
soprattutto se queste bambine diventeranno donne in italia. pensaci,elisa lorenzetto.

mercoledì 21 novembre 2012

roberta lanzino, ragazza

a fahrenheit oggi presentavano questa graphic novel su una ragazza calabrese, roberta lanzino. stava andando alla casa al mare col suo Sì, una specie di Ciao, ma più grosso, se non ricordo male, quando, dopo aver preso una strada secondaria, si è persa. due uomini in macchina l'hanno presa, violentata, soffocata con una spallina della sua giacca perché non gridasse. i genitori che sono partiti poco dopo in macchina non l'hanno più vista viva. l'hanno trovata la mattina dopo. ad oggi, ancora non ha avuto giustizia, perché quei bastardi erano anche della 'drangheta.il principale colpevole, pluriomicida, ha ammazzato anche la sua fidanzata e l'ha buttata nel pozzo.
oggi alla radio è stata un'escalation di violenza bruta. prima, a wikiradio, michela ponzani parlava dell'eccidio di Pietransieri, una frazione di Roccaraso, in Abruzzo. i nazisti trucidarono 128 persone inermi, era una precisa tecnica di guerra contro le bande armate. la ponzani ha scritto un libro, Guerra alle donne. Partigiane, vittime di stupro, «amanti del nemico» (1940-45), in cui si parla di donne uccise, violentate, usate come cameriere di giorno e puttane di notte nei bordelli lungo la linea gotica... ha citato in particolare il caso di una donna, rimasta sola col figlio dopo che il marito era stato deportato, violentata da cinque nazisti. il giorno dopo i carnefici ritornano, e lei scappa nel bosco. vanno a richiamarla il parroco e il cognato, che tornasse, o i nazisti uccidevano le loro famiglie. 
come se lo stupro fosse un crimine meno grave. lo stupro, raconta la ponzani, non è stato nemmeno considerato crimine di guerra a norimberga. 
poi la storia di roberta lanzino e altre donne calabre.  
siamo alla vittima 104, dall'inizio dell'anno.
e oggi hanno anche trovato lea garofalo. aveva collaborato, lea, e viveva in calabria sotto protezione con la figlia denise. ma l'ex marito la chiama a milano, vuole rivedere la figlia. e lea va, si fida.
arrivata a milano sparisce e viene ammazzata dal marito e dall'ex fidanzato della figlia.in sei sono stati condannati all'eergastolo, in primo grado. la figlia ha testimoniato contro il padre.
non ritrovando il corpo, i magistrati avevano ipotizzato che l'avessero sciolta nell'acido. l'hanno trovata oggi, in brianza, carbonizzata.
 

le bigiate di radio24


a me radio 24 non piace. ma non mi piacciono tante altre radio, se è per quello. sono piene di gente che grida, ride, parla di qualsiasi cosa con un tono che appiattisce e plastifica tutto. per fortuna, basta cambiare canale.
oggi avevo la macchina di mia madre, perché la mia  è dal meccanico, e mi madre ha la radio, sulla macchina. accendo e la trovo sintonizzata su radio24.  c'è uno speaker che parla delle volte che hai marinato la scuola. sta facendo una specie di sondaggio su come si dice marinare la scuola nelle varie parti d’italia. a firenze si dice fare forca. a roma fare sega. da noi, bruciare. che è simile a un altro modo di dire che non mi ricordo di che parte d’italia è che si dice fare fuoco. e tanti altri, bigiare, saltare, salare (???), fino al più moderno jumpare, eccetera eccetera. il tipo invitava tutti a raccontare, per telefono o via mail, il racconto della loro bigiata memorabile. lui, con tono melodrammatico da outing di prima categoria, a un certo punto ha ammesso di non aver mai bruciato in vita sua. e di esserne molto rammaricato. perché ha raccontato cosa gli era successo una volta che avrebbe potuto saltare un compito di fisica, per il quale non si sentiva molto preparato, e non l’ha fatto. alla consegna del compito, un sei scarso, la professoressa fece un discorso molto serio sulle responsabilità che essere adulti comporta, responsabilità a cui, secondo la prof, erano venuti meno coloro i quali non si erano presentati al compito. e al nostro speaker il discorso era piaciuto, era d’accordo. poi però, all’uscita della scuola, una twingo gialla (che io l’avevo già capito che era la twingo della prof, ma lui ha voluto tenerlo nascosto fino all’ultimo) arrivata al semaforo rosso, prima si è fermata, poi ha guardato che non ci fosse nessuno e pian pianino ha svoltato a destra. ovviamente, dico io, la cosa gli ha dato molto fastidio. lo ha fatto arrabbiare. ecco, secondo lui quella rabbia, se lui avesse bigiato quella volta, quella rabbia non l’avrebbe avuta, quando ha visto la prof, e avrebbe imparato a essere molto più tollerante con chi sbaglia, invece lui era stato rigido con se stesso e di conseguenza con la prof… la conclusione, che era anche la premessa di questo racconto pedagogico, è che bigiare fa bene, perché ti fa sentire normale e fallace, e quindi ti rende più comprensivo e tollerante nei confronti di tutti quelli che sbagliano….
ecco, mi pare già chiaro perché non mi piace radio 24.
la prima cosa che mi è venuta in mente ascoltando sta roba è stata: che cazzata! ma questo mi viene in mente quasi sempre. a me pare che sta storia abbia più a che fare con i formalismi e le rigidezze ipocrite, con lo sperare o il tentare sempre di farla franca, coi sepolcri imbiancati, con quelli che pensano che le regole valgano solo per gli altri. che sono sempre di più. che sono la maggioranza. che sono stati magari nostri insegnanti. non hai capito proprio niente, caro non so come ti chiami: tu non sei stato rigido, tu sei stato coerente, invece la tua prof no. lei sì che è stata rigida con te e non con se stessa. questo è il problema. è che la gente pensa che rispettare le regole sia segno di rigidità, di ottusità, perfino. no, bisogna essere più morbidi, più tolleranti... 

dress code

mio fratello ha vinto una borsa di studio per un embiei, MBA, che non c'entra con la pallacanestro, che è NBA. MBA vuol dire master in business administration e costa una barca di mila euro, che però lui non li paga appunto perchè ha vinto la borsa. io pensavo che gli davano i soldi, e invece deve pagarsi l'albergo e anche i vestiti.
 perchè lunedì il corso comincia, e c'è il dress code business standard, mi ha detto.
se vai a guardare su google, la prima riga che esce per dress code è qualcosa che ha a che fare con il  BDSM ((Bondage, Discipline, Sadism, Masochism). 
insomma se non ti vesti che ne so, da scolaretta (pare che le divise scolastiche vadano fortissimo) o da generale (mi raccomando però, prudenza con le svastiche) sei fuori (dal privè). 
abbastanza singolare, no?, che le trasgressioni prevedano regole così rigide...
il dresscode è anche un modo del master di dominare la povera scema che si diverte a farsi dire di che colore deve mettersi le mutande (se può mettersele, naturalmente).
ecco. invece qua il dress code è business standard. che vuol dire una cosa ben precisa: vestito scuro, camicia bianca (al limite azzurra) possibilmente con polsini (sobri, mi raccomando: avoid novelty items, dice la guida), calzini dello stesso colore, scarpe di ottima fattura (people are often judged on their shoes so good quality shoes can be a good investment in business) lacci obbligatori, preferibilmente nere.
questo perchè devono fare le foto e i cartellini e tutto il resto.
poi ti puoi anche mettere il maglioncino di marchionne. ma quello è il business casual.
la nostra guida ci dà anche un suggerimento generale:
Dress For Success
Generally it's best to 'fit in', so take your cue from your peers and try to dress to the same standard. This helps with interpersonal communication.
Or if you are ambitious and don't mind showing it, dress to the standard of the role that you aspire to.

giovedì 15 novembre 2012

sorpresa

domani è il compleanno di bruno mario. bruno mario l'anno scorso nella letterina di babbo natale ha chiesto dei palloncini. quelli che si gonfiano e scoppiano, sì, proprio quelli.
ieri, quando gli ho chiesto cosa vorrebbe per regalo, mi ha risposto: ma il regalo dev'essere una sorpresa, mamma!

sabato 10 novembre 2012

la mamma snaturata e il cinema 5 - la febbre del sabato sera


una decina di anni fa ho organizzato un cineforum per un gruppetto di ragazzi che seguivo in parrocchia. era ottobre, e avevo pensato a una specie di piccola rassegna di film memorabili che avevano come argomento i ragazzi. nonostante i miei tentativi di dissuasione, perché l'avevo visto e mi ricordavo quanto, nonostante james, l'avessi trovato lento e datato, i ragazzi hanno insistito perché vedessimo gioventù bruciata. e la febbre del sabato sera.
ora, io non so quanti abbiano visto davvero quel film, intendo quanti di quelli che lo citano o conoscono a memoria la colonna sonora che è stata, ed è ancora, un must di una vera serata dance che si rispetti. perché la febbre del sabato sera è un film duro, che fa male. a me, almeno.
toni manero è uno dei tanti sfigati di cui brulica il sottoproletariato urbano di NY city.
figli di immigrati, di cui ignorano, tra le tante cose che ignorano, le fatiche e le speranze, aspettano solo l'arrivo del sabato sera per tentare di dare una parvenza di senso alle loro miserabili esistenze sul palcoscenico della fantasmagorica discoteca 2001 Odyssey.  su wikipedia leggo questo:
Di un certo effetto sono alcune scene girate presso il ponte di Verrazzano.
di un certo effetto, dicono. in questa sequenza, la ragazza del gruppo, da sempre innamorata senza successo di toni, viene stuprata a turno nel sedile di dietro della macchina, è la sua prima volta, con toni e quello che guida seduti davanti, dopo di che il ragazzo portoricano che dovrà sposare la sua ragazza, che ha messo incinta, si butta dal ponte.
ma si sa, io sono troppo emotiva.
adesso ho scoperto che a milano spopola il musical. ho trovato una recensione dello spettacolo che finisce con sta frase qua:

Voi 40enni nostalgici delle serate in discoteca, ma anche voi giovanissimi, per vedere come si divertivano i padri (non tutti) e per provare a sognare ancora.
Nonostante tutto.

eccerto. 
sto film e l'effetto che mi ha fatto, che è una stretta al cuore, ma forte, perché io, non lo so perché, ma lo squallore, il vuoto di tante esistenze, non so, mi fa proprio male dentro, un dolore fisico, che non riesco a capire cosa potrei fare, perché io qualcosa vorrei farlo, sto film, dicevo, mi si è riproiiettato davanti oggi che ho letto su facebook un dialogo che un'amica ha sentito in un bar, e che lo scrivo qua, perché quelli che hanno dei figli io non lo so se lo sanno, che i loro figli fanno e dicono ste robe qua,e soprattutto hanno ste teste qua, e io sono convinta che è tutta colpa nostra, nostra di quelli che li hanno messi al mondo e che li allevano, è colpa dei grandi che non insegnano più quali sono le cose importanti, è colpa nostra che se vediamo i ragazzi ubriacarsi al sabato sera non gli diciamo niente, è colpa nostra che ce ne freghiamo, che diciamo che ci fidiamo solo per non romperci le palle a stare alzati ad aspettarli, e vedere in che condizioni arrivano a casa, e 'magari gavesse mi vinti ani, lori sì che i se diverte', che ci ricordiamo solo More than a woman e l'indice alzato del fantastico, mitico, meraviglioso john travolta, che io lo adoro anche se è di scientology, e proviamo a sognare ancora come ha detto quello del commentino qua sopra...
POETICA DEL FANCIULLINO (cronaca di un dialogo adolescenziale al bar - novembre 2012)
"era così ubriaco - sai quanto beve - che non capiva più un cazzo, allora ci siamo divertiti a fargli ingoiare sai quella merda di carne in catola, sì, la simmental! 4 scatolette! e poi gli abbiamo buttato giù il jack! hahahahah! oh, e nella stanza di là, X era con la Y, che urlava come 'na matta che le faceva male. che male? secondo me è perché è poco che ha iniziato a scopare. si farà col tempo..."

mercoledì 7 novembre 2012

lo scaffale della mamma snaturata 6 - un must assoluto


l'altro giorno sono andata in biblioteca con agostino e su uno scaffale ho visto questo libro che ho subito accalappiato, perché le edizioni Usborne fanno delle cose fantastiche, in genere. è una miniera di idee meravigliose e, nel contempo, facilissime da fare: stampini con le dita, riciclo di carta da giornale, pezzetti di carta ritagliati, rotoli di carta igienica, colori di tutti i tipi...
il giorno dopo, che eravamo in vacanza e porca vacca continua a piovere, abbiamo faticato per decidere da dove cominciare e alla fine abbiamo optato per il castello di giornale e i topini di cartone (questo è in assoluto la mia prima scelta).


tutti sul tavolo della cucina col loro cartoncino colorato e i fogli di giornale. il risultato è stato tre bellissimi castelli
 e due FANTASTICI topini (antonio dopo il castello s'è stufato, e si è visto per l'ennesima volta non so che episodio dei fantastici quattro)
ho fotografato i topini sopra al libro, così un po' si dovrebbe vedere anche l'esempio