oggi sono andata a venezia per incontrare anna maria carpi.
un sonno che non mi reggo, non ho avuto neanche il tempo di rileggere le sue poesie. cosa le dico. l'altra notte mi sono pure sognata che facevo tardi, l'appuntamento era a mezzogiorno e a meno dieci stavo ancora a padova.
comunque. io avevo il mio foglietto stampato da google maps e mi sentivo piena di belle speranze. la sventatezza che mi caratterizza.
ero in notevole anticipo e questo mi dà sempre un senso di sicurezza. solo che quando sono arrivata alla meta ho scoperto che non dovevo andare a ca' foscari, ma da un'altra parte. dall'altra parte, anzi. così non ho potuto neanche vedere la mostra sull'arte cristiana etiope che è una delle cose che mi affascina di più.
perchè ormai ero appena in tempo.
sono arrivata dove dovevo giusto a mezzogiorno. lei non c'era. sulla porta dello studio leggo che alla stessa ora c'era una conferenza. vuoi vedere che è andata lì? eppure mi ha scritto mezzogiorno. dopo un'ora arriva un tipo che forse è una tipa, non si capisce, io almeno non capisco. comunque gli/le chiedo se è lì per la carpi, Sì'',(è unA) se è normale che arrivi con un'ora di ritardo. 'ma il ricevimento è alle due', mi fa. infatti è arrivata alle due meno un quarto: sono stata a una noiosissima conferenza...
mi dice che secondo lei non c'è materiale sufficiente per una tesi, e poi come faccio, con i bambini e tutto il resto...
la vedo proprio difficile...
alle due sono fuori.
c'è un sole, una giornata fantastica.
e venezia resta la città più bella del mondo, comunque.
cinquant'anni, poco più. la scuola, la casa, la lotta impari col caos,un marito e tre ex piccoli figli adorabili, quando dormono... e questa piccola stanza virtuale tutta per me.
mercoledì 8 aprile 2009
martedì 7 aprile 2009
i desideri segreti della mamma snaturata 1
scrivere come hemingway.
nessuno è come lui.
l'altra mattina entrando in cucina sento un paio di frasi alla radio dal romanzo che hanno appena cominciato a leggere su radiotre. 'lei si girò per farsi baciare. lascia stare, le dissi'. e già qua avevo capito che era lui. un paio di nomi di vie francesi, ho deciso che stavano leggendo Festa mobile. Invece ho scoperto dopo che era Fiesta.
nessuno è come lui.
l'altra mattina entrando in cucina sento un paio di frasi alla radio dal romanzo che hanno appena cominciato a leggere su radiotre. 'lei si girò per farsi baciare. lascia stare, le dissi'. e già qua avevo capito che era lui. un paio di nomi di vie francesi, ho deciso che stavano leggendo Festa mobile. Invece ho scoperto dopo che era Fiesta.
ho mal di testa
anch'io.
un mal di testa da sonno.
ho così sonno che mi viene da piangere, mica un pianto disperato, un fastidioso, debole e lamentoso piagnucolio da stanchezza.
e ho pure mal di gola.
domani probabilmente avrò la voce abbassata.
e domani ho l'appuntamento con Anna Maria Carpi.
cosa vado a dirle. non ho preparato niente, neanche riletto le sue poesie.
e quando?
stanotte ho pure avuto gli incubi.
sono incazzata con mio marito perchè non mi aiuta per niente in questo, anche se gliel'avevo chiesto, sono incazzata perchè ogni cosa che fa coi bambini o in casa sembra che faccia chissà che impresa epica... sono una stronza, lo ammetto. coi bambini invece è bravo, davvero.
anzi è più bravo di me, si inventa dei giochi per fargli fare le cose, per farli mangiare, per metterli a letto... agostino lo adora, per questo.
mia madre dice che mi devo alzare prima. ho risposto che devo andare a letto prima. Beh, ma ieri sera mica sei andata a letto tardi! eh già, erano le undici e mezza, mi lacrimavano gli occhi, io volevo provare a leggere qualcosa, invece di starmene come un ebete davanti alla tv aspettando che arrivi l'ora del crollo, tanto antonio si è addormentato alla solita ora...
il problema sono tutte le volte che si sveglia e gli dò il ciuccio e mio marito ronfa e fatico a riaddomentarmi e gli incubi e il male al collo...
un mal di testa da sonno.
ho così sonno che mi viene da piangere, mica un pianto disperato, un fastidioso, debole e lamentoso piagnucolio da stanchezza.
e ho pure mal di gola.
domani probabilmente avrò la voce abbassata.
e domani ho l'appuntamento con Anna Maria Carpi.
cosa vado a dirle. non ho preparato niente, neanche riletto le sue poesie.
e quando?
stanotte ho pure avuto gli incubi.
sono incazzata con mio marito perchè non mi aiuta per niente in questo, anche se gliel'avevo chiesto, sono incazzata perchè ogni cosa che fa coi bambini o in casa sembra che faccia chissà che impresa epica... sono una stronza, lo ammetto. coi bambini invece è bravo, davvero.
anzi è più bravo di me, si inventa dei giochi per fargli fare le cose, per farli mangiare, per metterli a letto... agostino lo adora, per questo.
mia madre dice che mi devo alzare prima. ho risposto che devo andare a letto prima. Beh, ma ieri sera mica sei andata a letto tardi! eh già, erano le undici e mezza, mi lacrimavano gli occhi, io volevo provare a leggere qualcosa, invece di starmene come un ebete davanti alla tv aspettando che arrivi l'ora del crollo, tanto antonio si è addormentato alla solita ora...
il problema sono tutte le volte che si sveglia e gli dò il ciuccio e mio marito ronfa e fatico a riaddomentarmi e gli incubi e il male al collo...
mercoledì 1 aprile 2009
PESCE D'APRILE?
Se qualcuno ha pensato che la storia del parto orgasmico fosse un pesce d'aprile, sappia che purtroppo non lo è, perché questa notizia è stata pubblicata diversi giorni fa.
PARTO ORGASMICO
Sembra proprio che io sia una delle poche sfigate che non hanno avuto il piacere, è proprio il caso di dirlo, di provare questa eccezionale esperienza. Un mega ultra orgasmo durante il travaglio. Infatti pare che dopo la visione del documentario che per la prima volta indaga sul segreto meglio mantenuto del parto, come recita l'articoletto di Libero (secondo cui per decenni la cosa non si sarebbe divulgata per non "distruggere il mito che vuole la nascita indissolubilmente legata al dolore") torme di donne si siano dette, anzi abbiano detto alla regista del film:
«Non ci avevo mai pensato prima...ma credo di averlo provato anch'io!»"
Insomma c'è una specie di complotto mondiale, supportato dai media che si ostinano a trasmettere scene di donne che urlano mentre partoriscono, per condizionare le giovani generazioni e far loro credere che il parto sia un'esperienza dolorosa e sconvolgente.
Lo dico sempre, Laura: tu guardi troppi film.
«Non ci avevo mai pensato prima...ma credo di averlo provato anch'io!»"
Insomma c'è una specie di complotto mondiale, supportato dai media che si ostinano a trasmettere scene di donne che urlano mentre partoriscono, per condizionare le giovani generazioni e far loro credere che il parto sia un'esperienza dolorosa e sconvolgente.
Lo dico sempre, Laura: tu guardi troppi film.
venerdì 13 marzo 2009
RICOMINCIARE
Antonio ha quasi due mesi.
ho il blog pieno di bozze che non riesco a pubblicare.
forse è il sonno, chissà. il sonno è fondamentale. per scrivere, per cantare.
sono due notti che antonio mi fa dormire qualcosa di più delle solite quattro ore. ancora non mi illudo, ma ci spero.
sono giornate fantastiche, il prato di casa coperto di viole, l'aria satura del loro profumo, e sto riprendendo in mano i libri.
i miei non capiscono cosa ci voglia a scrivere una tesi.
dopo diec'anni di canzoncine per bambini, colours and numbers, le parti del discorso sono nove,variabili e invariabili, preferisci due quarti di torta o metà?
o forse è la fatica di ricominciare.
cominciare, è bello. ricominciare, invece, è sempre difficile.
per quello che convertirsi è dura. perché dopo la folgorazione sulla via di damasco devi comunque riprendere la vita di tutti i giorni. sei sempre, inesorabilmente tu, non si scappa.
o forse è che ho accumulato così tante cose dette e fatte, lette o sentite da scrivere, che non so da dove iniziare.
del resto, come diceva quel sant'uomo di don bosco, l'ottimo è nemico del bene.
quindi proviamo a far finta di niente, e ripartire da qui.
sono due notti che antonio mi fa dormire qualcosa di più delle solite quattro ore. ancora non mi illudo, ma ci spero.
sono giornate fantastiche, il prato di casa coperto di viole, l'aria satura del loro profumo, e sto riprendendo in mano i libri.
i miei non capiscono cosa ci voglia a scrivere una tesi.
dopo diec'anni di canzoncine per bambini, colours and numbers, le parti del discorso sono nove,variabili e invariabili, preferisci due quarti di torta o metà?
o forse è la fatica di ricominciare.
cominciare, è bello. ricominciare, invece, è sempre difficile.
per quello che convertirsi è dura. perché dopo la folgorazione sulla via di damasco devi comunque riprendere la vita di tutti i giorni. sei sempre, inesorabilmente tu, non si scappa.
o forse è che ho accumulato così tante cose dette e fatte, lette o sentite da scrivere, che non so da dove iniziare.
del resto, come diceva quel sant'uomo di don bosco, l'ottimo è nemico del bene.
quindi proviamo a far finta di niente, e ripartire da qui.
sabato 14 febbraio 2009
siamo soli
Ahh Non ci posso credere
Sei nervosa e
E non sai perché
Ehh Non è mica facile
Fai l'amore e
E non pensi a me
Ehh Cosa vuoi rispondere
Siamo qui"non mi senti"
Ehh noi parliamo spesso sì
ma è così
siamo soli
EHH!!Tu non puoi pretendere
Siamo qui
Siamo vivi
EHH!!Tutto può succedere
Ora qui
Siamo soli
Siamo soli
Siamo soli
Siamo soli
Vivere insieme a me
Hai ragione hai ragione te
Non è mica semplice
Non lo è stato mai per me
Io che ci credevo più di te
Che fosse possibile
E smettila di piangere
EEH!Tu non puoi rispondermi
Sono qui
E non mi ascolti
EHH!!Tutto può succedere
ora qui
Siamo vivi
Siamo vivi
Siamo vivi
Siamo vivi
Vivere insieme a me
Hai ragione hai ragione te
Non è mica semplice
Non lo è stato mai per me
Io che ci credevo più di te
Che fosse possibile
E smettila di piangere
Siamo soli
Siamo soli
Siamo soliiiiiiiiii.............
E non sai perché
Ehh Non è mica facile
Fai l'amore e
E non pensi a me
Ehh Cosa vuoi rispondere
Siamo qui"non mi senti"
Ehh noi parliamo spesso sì
ma è così
siamo soli
EHH!!Tu non puoi pretendere
Siamo qui
Siamo vivi
EHH!!Tutto può succedere
Ora qui
Siamo soli
Siamo soli
Siamo soli
Siamo soli
Vivere insieme a me
Hai ragione hai ragione te
Non è mica semplice
Non lo è stato mai per me
Io che ci credevo più di te
Che fosse possibile
E smettila di piangere
EEH!Tu non puoi rispondermi
Sono qui
E non mi ascolti
EHH!!Tutto può succedere
ora qui
Siamo vivi
Siamo vivi
Siamo vivi
Siamo vivi
Vivere insieme a me
Hai ragione hai ragione te
Non è mica semplice
Non lo è stato mai per me
Io che ci credevo più di te
Che fosse possibile
E smettila di piangere
Siamo soli
Siamo soli
Siamo soliiiiiiiiii.............
martedì 10 febbraio 2009
la vita, la morte 1. ELUANA e IL DOCTOR HOUSE
HOUSE: Sono il dott. House
TERRY:Piacere di conoscerla
H- E’ una stupida se vuole andare via. Ehm… nel suo cervello c’è una tenia. Mi dispiace dirlo, ma se non la eliminiamo entro domenica lei sarà morta
T- L’ha vista o la immagina?
H- Quando starà meglio le farò vedere le mie lauree
T- Lei era sicuro che avessi problemi vascolari, ora non posso più camminare e porto il pannolino. Come mi ridurranno i suoi esperimenti?
H- Non voglio fare esperimenti, spero di guarirla. Ma capisco che davanti al dubbio è meglio morire
T- Come mai è zoppo?
H- Ho avuto un infarto.
T- Un infarto cardiaco?
H- E’ sempre la conseguenza dell’occlusione di un’arteria a causa di un embolo. Può essere cardiaco, polmonare, se è al cervello è un ictus. Io l’ho avuto a una gamba.
T- Non c’era proprio niente da fare?
H- Ci sarebbe stato, eccome. Con una diagnosi indovinata. L’unico sintomo era il dolore ai muscoli. Non molti conoscono l’atrocità di quel dolore.
T- Ha creduto di morire?
H- Ho sperato di morire.
T- E così lei si tiene nascosto dai suoi pazienti perché odia il modo in cui la guardano le persone. Si sente ingannato dalla vita ed è incapace di accettarsi. Però spinge me a lottare. Perché? Che cosa le fa pensare che io sia migliore di lei?
H- Ha paura di diventare come me?
T- Voglio solo morire con un po’ di dignità.
H- E’ inutile sperarlo. Il nostro corpo va in rovina, a volte a novant’anni,a volte nasce difettoso, ma è il nostro destino, non c’è dignità in tutto questo.
Non importa che uno veda, cammini… la morte è sempre orrenda. Sempre! Si può vivere con dignità, ma non morire.
Doc House Medical Division, Pilot episode
mercoledì 14 gennaio 2009
ultimi giorni
ma non sorridi proprio mai!
mi ha detto mia madre l'altro giorno.
e si vede che non c'ho niente da ridere.
io, che ho rischiato più volte di morire dal ridere con la cioccolata su per il naso, io che l'unica volta che un prof m'ha buttata fuori dalla porta è stato perché non riuscivo a smettere di ridere...
manca poco.
ma a me sembra che ogni giorno non finisca mai.
e non ho ancora preparato la valigia.
e ho il glucosio nelle urine e ho dovuto fare la curva glicemica per vedere se ho il diabete.
e vorrei bere il mio tè dalla mattina alla sera, e mangiare una mega pizza, fare una bella colazione con pane e miele, e la spremuta d'arance, e bere il chinotto, e il succo di pompelmo, e farmi un panino con la sopressa, e perfino bere un caffè lungo che non lo bevo mai...
prima Mauro mi ha mandato dei links a siti sulla gravidanza. in uno c'erano le "nostre" storie di mamme: nove mesi d'amore, si intitola la sezione.
"Sognavo ogni notte un angioletto pieno d'amore","Non ho bisogno di nient'altro nella vita... questo per me è TUTTO" "Il periodo più bello della mia vita!" Non finirò mai di ripetere che è un vero miracolo, è magia!!!
mi ha detto mia madre l'altro giorno.
e si vede che non c'ho niente da ridere.
io, che ho rischiato più volte di morire dal ridere con la cioccolata su per il naso, io che l'unica volta che un prof m'ha buttata fuori dalla porta è stato perché non riuscivo a smettere di ridere...
manca poco.
ma a me sembra che ogni giorno non finisca mai.
e non ho ancora preparato la valigia.
e ho il glucosio nelle urine e ho dovuto fare la curva glicemica per vedere se ho il diabete.
e vorrei bere il mio tè dalla mattina alla sera, e mangiare una mega pizza, fare una bella colazione con pane e miele, e la spremuta d'arance, e bere il chinotto, e il succo di pompelmo, e farmi un panino con la sopressa, e perfino bere un caffè lungo che non lo bevo mai...
prima Mauro mi ha mandato dei links a siti sulla gravidanza. in uno c'erano le "nostre" storie di mamme: nove mesi d'amore, si intitola la sezione.
"Sognavo ogni notte un angioletto pieno d'amore","Non ho bisogno di nient'altro nella vita... questo per me è TUTTO" "Il periodo più bello della mia vita!" Non finirò mai di ripetere che è un vero miracolo, è magia!!!
martedì 6 gennaio 2009
FRATELLI D'ITALIA. c'era una volta il sistema sanitario nazionale 4
Bruno ha un bozzo in testa. ce ne siamo accorti l'ultimo dell'anno. una cosa grande più o meno come un pugno, sopra l'orecchio destro, che se la tocchi è molle, ma di colore normale, sena parti scure tipo ematoma, e nessuna escoriazione.
mauro l'ha già portato al pronto soccorso, dopo un'accurata palpazione e alcune prove per escludere problemi neurologici (ma lui sembra stare benissimo, nessuna irritabilità, pianto non giustificato, torpore...)li rimandano a casa dicendo di tornare dopo un paio di giorni.
solo che mauro è tornato a casa, e tocca a me.
arrivo che sono le tre di pomeriggio, 5 gennaio. domani è festa, ma oggi no. però è prefestivo. questo significa che i pediatri fanno vacanza.
eccerto. del resto, sono solo quattro giorni di gennaio con la più brutta influenza degli ultimi anni, che vuoi che sia? abbiamo la guardia medica (non pediatrica) e il pronto soccorso, dove ovunque ti giri leggi cartelli minatori della serie: i medici dell'ospedale sono per i bambini ricoverati all'ospedale,gli altri vadano dal pediatra, quando il pediatra non c'è dovete andare dalla guardia medica, guardate che decidiamo noi quanto farvi aspettare e potrebbe essere molto lungo e doloroso, e amenità del genere. fino alle quattro e mezza non esce nessuno. tutti i bambini presenti sono più piccoli di Bruno, dai quindici giorni ai sei mesi. quando finalmente esce una dottoressa, guarda un paio di bambini e poi scompare di nuovo. toccherebbe a noi. bruno continua a correre di qua e di là, a buttarsi per terra, non ne vuole sapere di stare in braccio, è particolarmente attratto dal cestino delle cartacce che evidentemente gli pare un forziere del tesoro.
io non ce la faccio più a tirarlo su da terra, e neanche a stargli dietro. alle cinque e mezza finalmente esce la dottoressa.
la cosa pare strana anche a lei. mi fa fare una radiografia e un'ecografia per valutare se la massa è liquida o no. devo scendere al piano terra. lì trovo un'infermiera che impietosita dal mio stato mi porta al laboratorio lastre. qui comincia una specie di tragedia perché sono da sola e incinta, e quindi non posso tenere fermo il bambino finché gli fanno la lastra. non serve a niente che io dica che lo tengo lo stesso. la tecnica radiologa pare che sia incinta anche lei, allora chiama il dottore. vorrebbero che chiamassi qualcuno a casa. alla fine il dottore scocciatissimo per questa botta di radiazioni che deve prendersi e oltretutto porconando col dottore che ha firmato l'impegnativa in quanto dopo cinque giorni figurati se è una frattura, ma tanto parlare con quello è assolutamente inutile, si sacrifica per questa benedetta lastra. mentre la radiologa spara Bruno si muove, così la lastra viene mossa, ma comunque la frattura c'è eccome.
il dottore me lo dice e mi dice pure che ha già telefonato di sopra alla dottoressa, che tornassimo pure su.l'ecografia non si fa perché la massa è evidentemente conseguenza della frattura. la lastra sbolsa però se la tiene.
torniamo di sopra. la dottoressa mi chiede la lastra, cosa posso farci se non me l'ha data? vabbè, scrivo il referto lo stesso, potete andare, ma veda se riesce a farsi dare la lastra, è comunque un suo referto da tenere per documentazione.
scendo e mi stanno già cercando per darmela. "passi dalla portineria del pronto soccorso a lasciare il foglio". "eh no, signora, deve riportarlo di sopra sa?" "ma mi hanno detto di lasciarlo..." "no guardi, deve proprio tornare su". torniamo su con cappotto sciarpa cappello un caldo boia io non ce la faccio più sono le sette di sera. la dottoressa non c'è più. citofono all'infermiera che venga a prendersi sto cazzo di carta, ma lei telefona alla dottoressa che nel frattempo è scesa giù al nido e lei dice aspettatemi un attimo che già che c'è dò un'occhiata a sta lastra. arriva, e la vedo anch'io: un filo di crepatura lungo tutta la parete laterale del cranio.
resta un mistero quando e come se la sia fatta, perché noi non ci siamo proprio accorti di niente.
tornando mi fermo a comprare un caschetto, e i dolcetti per la calza. stanotte arriva la befana.
solo che mauro è tornato a casa, e tocca a me.
arrivo che sono le tre di pomeriggio, 5 gennaio. domani è festa, ma oggi no. però è prefestivo. questo significa che i pediatri fanno vacanza.
eccerto. del resto, sono solo quattro giorni di gennaio con la più brutta influenza degli ultimi anni, che vuoi che sia? abbiamo la guardia medica (non pediatrica) e il pronto soccorso, dove ovunque ti giri leggi cartelli minatori della serie: i medici dell'ospedale sono per i bambini ricoverati all'ospedale,gli altri vadano dal pediatra, quando il pediatra non c'è dovete andare dalla guardia medica, guardate che decidiamo noi quanto farvi aspettare e potrebbe essere molto lungo e doloroso, e amenità del genere. fino alle quattro e mezza non esce nessuno. tutti i bambini presenti sono più piccoli di Bruno, dai quindici giorni ai sei mesi. quando finalmente esce una dottoressa, guarda un paio di bambini e poi scompare di nuovo. toccherebbe a noi. bruno continua a correre di qua e di là, a buttarsi per terra, non ne vuole sapere di stare in braccio, è particolarmente attratto dal cestino delle cartacce che evidentemente gli pare un forziere del tesoro.
io non ce la faccio più a tirarlo su da terra, e neanche a stargli dietro. alle cinque e mezza finalmente esce la dottoressa.
la cosa pare strana anche a lei. mi fa fare una radiografia e un'ecografia per valutare se la massa è liquida o no. devo scendere al piano terra. lì trovo un'infermiera che impietosita dal mio stato mi porta al laboratorio lastre. qui comincia una specie di tragedia perché sono da sola e incinta, e quindi non posso tenere fermo il bambino finché gli fanno la lastra. non serve a niente che io dica che lo tengo lo stesso. la tecnica radiologa pare che sia incinta anche lei, allora chiama il dottore. vorrebbero che chiamassi qualcuno a casa. alla fine il dottore scocciatissimo per questa botta di radiazioni che deve prendersi e oltretutto porconando col dottore che ha firmato l'impegnativa in quanto dopo cinque giorni figurati se è una frattura, ma tanto parlare con quello è assolutamente inutile, si sacrifica per questa benedetta lastra. mentre la radiologa spara Bruno si muove, così la lastra viene mossa, ma comunque la frattura c'è eccome.
il dottore me lo dice e mi dice pure che ha già telefonato di sopra alla dottoressa, che tornassimo pure su.l'ecografia non si fa perché la massa è evidentemente conseguenza della frattura. la lastra sbolsa però se la tiene.
torniamo di sopra. la dottoressa mi chiede la lastra, cosa posso farci se non me l'ha data? vabbè, scrivo il referto lo stesso, potete andare, ma veda se riesce a farsi dare la lastra, è comunque un suo referto da tenere per documentazione.
scendo e mi stanno già cercando per darmela. "passi dalla portineria del pronto soccorso a lasciare il foglio". "eh no, signora, deve riportarlo di sopra sa?" "ma mi hanno detto di lasciarlo..." "no guardi, deve proprio tornare su". torniamo su con cappotto sciarpa cappello un caldo boia io non ce la faccio più sono le sette di sera. la dottoressa non c'è più. citofono all'infermiera che venga a prendersi sto cazzo di carta, ma lei telefona alla dottoressa che nel frattempo è scesa giù al nido e lei dice aspettatemi un attimo che già che c'è dò un'occhiata a sta lastra. arriva, e la vedo anch'io: un filo di crepatura lungo tutta la parete laterale del cranio.
resta un mistero quando e come se la sia fatta, perché noi non ci siamo proprio accorti di niente.
tornando mi fermo a comprare un caschetto, e i dolcetti per la calza. stanotte arriva la befana.
domenica 4 gennaio 2009
vacanze di natale
le aspettavo come un miraggio nel deserto, sono già passate.
per dormire, riposarmi, ritrovare tante cose. staccare la spina.
siamo partiti il 24 mattina, lasciandoci dietro casse di libri umidi sparsi ovunque ad asciugare,i termosifoni carichi di fascicoli e copertine, giochi dei bambini nei letti sfatti e di sicuro qualcosa in frigo che Mauro troverà in putrefazione, rientrando a casa. avrò scordato tante di quelle cose ma non m'importa, non voglio che m'importi.
sono stanca.
per dormire, riposarmi, ritrovare tante cose. staccare la spina.
siamo partiti il 24 mattina, lasciandoci dietro casse di libri umidi sparsi ovunque ad asciugare,i termosifoni carichi di fascicoli e copertine, giochi dei bambini nei letti sfatti e di sicuro qualcosa in frigo che Mauro troverà in putrefazione, rientrando a casa. avrò scordato tante di quelle cose ma non m'importa, non voglio che m'importi.
sono stanca.
sabato 6 dicembre 2008
è colpa mia
è colpa mia se ho un giro vita di 125 cm, è colpa mia se in tre anni ho preso più di quindici chili sul mio peso normale, è colpa mia se faccio fatica a piegarmi, a fare le scale, a parlare, se mi manca il fiato senza fare niente, se ho una varice vaginale, se ogni sera vomito tutto quello che ho mangiato da mezzogiorno in poi, se per prepararmi qualcosa per scuola vado a letto all'una e poi mi sveglio perché bruno perde il ciuccio, è colpa mia se dopo dieci ore a scuola senza neanche la pausa pranzo sono stanca morta, è colpa mia se non riesco a fare il bagno ai miei figli, se non riesco a farmelo io, è sicuramente colpa mia se quando torno a casa alle due, dopo essere partita alle otto di sabato unico giorno in cui potevo dormire un'ora in più per andare a Roma all'ospedale Bambino Gesù col povero Agostino digiuno che sommessamente continuava a lamentarsi fino alle undici e passa quando finalmente gli hanno fatto sto cacchio di prelievo (80 euro, per la cronaca), dopodiché siamo stati bloccati un'ora in autostrada per il ritorno, entro in casa e non c'è neanche la tavola preparata e c'è ancora il mangiare di Bruno sul tavolo, è sicuramente colpa mia se sono andata via portandomi dietro il seggiolino di Bruno che stava attaccato alla mia macchina, è ancora più sicuramente colpa mia se mi sono dimenticata a casa il cellulare come mi succede un giorno sì e uno no,è colpa mia se mio marito quando si sveglia la mattina o ha mal di testa o sente che gli sta per venire, se parlo troppo piano per farmi capire, se non sono neanche capace di parlare, se sono la donna più stronza del mondo, se nessuno mi sopporta e potrei andare avanti fino a domani.
E ALLORA?
giovedì 20 novembre 2008
basta che i sia sani...
quando qualcuno che non conosco scopre che oltre alla pancia ho altri due figli piccoli (o quando qualcuno che conosco scopre che oltre ai due figli piccoli ho la pancia), le reazioni sono essenzialmente due: ammirazione (che coraggiosa!) o compatimento (generalmente senza parole, basta lo sguardo), entrambe comunque poco convinte.
Comunque, soprattutto dopo che ho aggiunto che aspetto un maschio e gli altri due pure lo sono, il commento diventa unico: "basta che i sia sani", con le varianti "l'importante è che siano sani", l'importante è che vada tutto bene", "l'importante è che stia bene".
e tu, che sai che tuo figlio o ha un rene in meno, o ce l'ha più piccolo, o ha delle cisti per cui insomma dall'ecografia non si vede, abbozzi un "sì sì" assai poco convinto, ma tanto nessuno lo sente né lo aspetta, tanto è ovvia e banale questa frase.
e ricominci a pensare a cosa sarà, se sarà solo quello, cosa gli faranno, cosa gli succederà, cosa potrai fare tu.
Comunque, soprattutto dopo che ho aggiunto che aspetto un maschio e gli altri due pure lo sono, il commento diventa unico: "basta che i sia sani", con le varianti "l'importante è che siano sani", l'importante è che vada tutto bene", "l'importante è che stia bene".
e tu, che sai che tuo figlio o ha un rene in meno, o ce l'ha più piccolo, o ha delle cisti per cui insomma dall'ecografia non si vede, abbozzi un "sì sì" assai poco convinto, ma tanto nessuno lo sente né lo aspetta, tanto è ovvia e banale questa frase.
e ricominci a pensare a cosa sarà, se sarà solo quello, cosa gli faranno, cosa gli succederà, cosa potrai fare tu.
mercoledì 5 novembre 2008
non c'è limite al peggio 1
altro che manicomio.
sabato a ostia mi sono slogata una caviglia. al pronto soccorso il dottore non mi ha manco guardata, ho dovuto dirgli che ero incinta (e sì che ho un'anguria al posto della pancia) e quindi niente lastra. mi ingessano (un guscio, per tenere ferma la caviglia) e poi dovrà fare un'ecografia per escludere una frattura scomposta (ma vuoi che io mi perda una roba del genere?).
mi rimandano a casa, non mettere giù il piede, mi raccomando. venti giorni di malattia.
"ma come, non è contenta? tutti li stanno a cerca', sti certificati del pronto soccorso...
e com'è che non si è ancora messa in maternità? le infermiere si fanno otto mesi e mezzo..."
beh, replico io, è un lavoro rischioso... "ma anche se stanno, che ne so..." Guardi dottore, lo interrompo io, mia cugina è oculista e all'ospedale si è presa il citomegalo (un virus bastardo che può danneggiare seriamente il feto, dalla sordità a danni cerebrali più gravi), quindi...
"beh, sì, in effetti ..." (stronzo).
seguono due giorni di vero inferno, per fortuna che è venuta un po' mia sorella, un po' adesso ho qui mia cognata, e domani vengono i miei: saliamo tutti al nord, fino alla ripresa. l'ecografia al pronto soccorso ieri non me l'hanno fatta: ma lei cosa pretende adesso? eh già, che pretendo? basta andare in un laboratorio privato, pagare 60 euro e sei a posto.
e intanto continuo a vomitare per l'acidità paurosa, non voglio più mangiare, la colazione la salto, ieri per pranzo Mauro mi ha fatto una pasta come piace a lui, grondante sugo capperi e olive che mi sono portata fin dopo cena (un po' di patate in padella), vomito, una mezza camomilla e vado a letto. alle tre mi devo rialzare per un altro giro.
mio marito non vede l'ora che me ne vada, mi ha detto ieri sera.
sabato a ostia mi sono slogata una caviglia. al pronto soccorso il dottore non mi ha manco guardata, ho dovuto dirgli che ero incinta (e sì che ho un'anguria al posto della pancia) e quindi niente lastra. mi ingessano (un guscio, per tenere ferma la caviglia) e poi dovrà fare un'ecografia per escludere una frattura scomposta (ma vuoi che io mi perda una roba del genere?).
mi rimandano a casa, non mettere giù il piede, mi raccomando. venti giorni di malattia.
"ma come, non è contenta? tutti li stanno a cerca', sti certificati del pronto soccorso...
e com'è che non si è ancora messa in maternità? le infermiere si fanno otto mesi e mezzo..."
beh, replico io, è un lavoro rischioso... "ma anche se stanno, che ne so..." Guardi dottore, lo interrompo io, mia cugina è oculista e all'ospedale si è presa il citomegalo (un virus bastardo che può danneggiare seriamente il feto, dalla sordità a danni cerebrali più gravi), quindi...
"beh, sì, in effetti ..." (stronzo).
seguono due giorni di vero inferno, per fortuna che è venuta un po' mia sorella, un po' adesso ho qui mia cognata, e domani vengono i miei: saliamo tutti al nord, fino alla ripresa. l'ecografia al pronto soccorso ieri non me l'hanno fatta: ma lei cosa pretende adesso? eh già, che pretendo? basta andare in un laboratorio privato, pagare 60 euro e sei a posto.
e intanto continuo a vomitare per l'acidità paurosa, non voglio più mangiare, la colazione la salto, ieri per pranzo Mauro mi ha fatto una pasta come piace a lui, grondante sugo capperi e olive che mi sono portata fin dopo cena (un po' di patate in padella), vomito, una mezza camomilla e vado a letto. alle tre mi devo rialzare per un altro giro.
mio marito non vede l'ora che me ne vada, mi ha detto ieri sera.
venerdì 31 ottobre 2008
domenica 19 ottobre 2008
sognare, forse...
silenzio.
lenzuola candide, silenzio,bianco dappertutto, silenzio.
dormire.
esaurimento nervoso. si chiamava così.
ma quello che sogno io è la clinica svizzera.
a me capiterebbe sicuramente un reparto di neurologia come tanti, misto (uomini e donne insieme, che c'è di strano?), dove potrei trovare un pazzo vero che mi violenta mentre sono sotto sedativi. e, data la mia proverbiale sfiga, il mio non avrebbe nemmeno il preservativo in tasca. (della serie: la realtà supera sempre l'immaginazione: questo episodio, preservativo compreso, mi è stato raccontato da una specializzanda in un grande ospedale del centro nord).
No, Laura, neanche questa è una buona idea.
lenzuola candide, silenzio,bianco dappertutto, silenzio.
dormire.
esaurimento nervoso. si chiamava così.
ma quello che sogno io è la clinica svizzera.
a me capiterebbe sicuramente un reparto di neurologia come tanti, misto (uomini e donne insieme, che c'è di strano?), dove potrei trovare un pazzo vero che mi violenta mentre sono sotto sedativi. e, data la mia proverbiale sfiga, il mio non avrebbe nemmeno il preservativo in tasca. (della serie: la realtà supera sempre l'immaginazione: questo episodio, preservativo compreso, mi è stato raccontato da una specializzanda in un grande ospedale del centro nord).
No, Laura, neanche questa è una buona idea.
mercoledì 15 ottobre 2008
fino a quando?
Poi, improvvisa, arriva la tenerezza, ritorna l'affetto a reclamare spazi già occupati da astio e rancore. e mi stupisco ogni volta come quando, dopo averle chiuse alla fine di una giornata grigia e piovosa, riapro le imposte al mattino e vengo investita dalla luce azzurra di un cielo tersissimo. mi sembra impossibile.
è che faccio sempre più fatica a credere che non succederà più, che stavolta l'azzurro durerà, almeno fino a domani. è che forse qualcosa si è incrinato per sempre, c'è una crepa nel cuore, anche se chiudo le porte continua a gocciolare fuori la consapevolezza, è inutile, ma con chi credo di avere a che fare? mica sono scema. per una come me a cui i dettagli, le frasi, perfino i non detti si incidono dentro come su un nastro magnetico, è dura crederci ogni volta.
è che faccio sempre più fatica a credere che non succederà più, che stavolta l'azzurro durerà, almeno fino a domani. è che forse qualcosa si è incrinato per sempre, c'è una crepa nel cuore, anche se chiudo le porte continua a gocciolare fuori la consapevolezza, è inutile, ma con chi credo di avere a che fare? mica sono scema. per una come me a cui i dettagli, le frasi, perfino i non detti si incidono dentro come su un nastro magnetico, è dura crederci ogni volta.
sabato 4 ottobre 2008
un matrimonio e un funerale mancati
oggi si sposava il mio amico don Paolo.
avrei voluto vederlo finalmente felice e avrei voluto cantare qualcosa alla sua festa.
c'era anche il funerale di Franco, e anche per lui avrei voluto cantare 'In paradisum'.
invece ero qui, a farmi dare dell'imbecille e del pezzo di merda.
non è neanche l'offesa, l'insulto, la bestemmia a ferirmi. è chiaro che i suoi attacchi d'ira hanno radici fuori dal nostro rapporto, e sono affari suoi se non li vuole trovare e preferisce continuare a credere che siano dovuti al fatto di essere sposato alla donna più stronza, egoista, egocentrica del mondo.
no, quello che mi ferisce, che mi avvilisce anzi, è il silenzio che segue, il resettare tutto, il non sentire neanche il bisogno di chiedere scusa. è il suo pensare che me lo merito, che me lo sono cercata, che se succede è solo colpa mia.
mercoledì 1 ottobre 2008
ciao, Franco
finalmente di nuovo insieme alla tua Bruna.chissà se riuscirò a tenermi dentro il dolce suono del tuo dialetto, che poco o niente aveva a che fare con la greve cadenza valdagnese. amavi la tua Valdagno come certi uomini straordinari amano donne del tutto insignificanti. Ma in fondo è lì che sei nato, è lì che è nata Bruna, il vostro amore, la tua arte.
Sicuramente mi resteranno i tuoi segni, il tuo verde e i tuoi colori, la potenza del tuo gesto e delle tue forme.
quando ci siamo visti l'ultima volta, all'ospedale, mi hai detto che se fossi uscito di lì il primo posto dove saresti andato sarebbe stato casa nostra, ' perché lì ho degli amici veri'.
venerdì 5 settembre 2008
summer memories
l'estate è finita. il caldo no; i piedi scalzi, i vestiti con le spalline, le finestre aperte per dormire la notte qua possono durare fino ad ottobre inoltrato. non come su in veneto, dove la sera non si può già uscire senza golfino, e il profumo inconfondibile dell'osmantus quando esco dalla biblioteca che già è buio mi dice che l'estate è ormai un ricordo.
di quest'estate non dimentico i pochi giorni con Mauro in Alta Badia, (ma perché non vivo in montagna???) l'aria fresca anche a mezzogiorno, il temporale chiusi al calduccio nel camper con un bel tè caldo davanti, le montagne che ti sovrastano e ti spingono a guardare il cielo.
di quest'estate non dimentico i pochi giorni con Mauro in Alta Badia, (ma perché non vivo in montagna???) l'aria fresca anche a mezzogiorno, il temporale chiusi al calduccio nel camper con un bel tè caldo davanti, le montagne che ti sovrastano e ti spingono a guardare il cielo.
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